Gazzetta di Reggio

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Dichiarata fallita la Dall’Aglio Amos & C

di Marco Costanzini
Dichiarata fallita la Dall’Aglio Amos & C

Fondata nel 1953, non ha retto alla crisi del settore. Nemmeno con la richiesta di concordato è riuscita a salvarsi

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CAVRIAGO. Non è riuscita a sopravvivere alla crisi, che negli ultimi anni l’aveva colpita al pari di tante altre realtà del settore edile, e nemmeno a salvarsi con la richiesta di concordato preventivo presentata lo scorso anno, istanza poi giudicata improcedibile. La Dall’Aglio Amos & C., storica impresa di costruzioni cavriaghese, è stata dichiarata fallita.

La sentenza del Tribunale di Reggio Emilia in data 19 gennaio ha dato il via alla procedura che cancellerà 65 anni di storia di un’azienda fondata nel 1953 da Amos Dall’Aglio, con sede in via Govi a Cavriago. Come curatore fallimentare è stato nominato Davide Grasselli, che già aveva seguito in qualità di commissario giudiziale il concordato preventivo, mentre il giudice delegato sarà Virgilio Notari. Lo stato passivo verrà esaminato davanti a quest’ultimo, negli uffici del tribunale, il 9 maggio ed entro trenta giorni prima di questa data i creditori o chi vanta diritti reali e personali su cose in possesso ai falliti dovrà presentare al curatore domanda di ammissione al passivo, di rivendicazione o di restituzioni di beni mobili o immobili, insieme agli appositi documenti.

La Dall’Aglio Amos & C. ha realizzato diverse opere in tutta la provincia reggiana sia nel settore privato che in quello pubblico: complessi residenziali, numerose aziende tra le quali la Grissin Bon di Calerno, palestre, il centro anziani e il centro sportivo di Cavriago. Tra le ultime committenze, la costruzione della pista ciclo-pedonale di Codemondo e la ristrutturazione delle scuola media “Jacopo Zannoni” di Montecchio, lavori che però l’impresa non è riuscita a concludere proprio per le enormi difficoltà economiche riscontrate. Già nel 2015 i ricavi della Dall'Aglio erano scesi a 8 milioni di euro contro i 15 dell'anno precedente, senza però riportare perdite a fine esercizio. Nel 2016 il portafoglio ordini contava appalti per cantieri pubblici per 5,4 milioni, di cui 1,3 relativi a lavori per la ricostruzione post-terremoto nelle province di Modena e Reggio. Altri 3 milioni circa per cantieri industriali, fino a giungere al completamento di un intervento residenziale a Montecchio, per il quale restavano ancora alcune unità da vendere. Parte delle attività ancora in essere erano state rilevate dalla Quadra Costruzioni, società partecipata da altri costruttori reggiani. Il fondatore Amos Dall’Aglio, scomparso nel maggio scorso, aveva ceduto il testimone al figlio Aldo, che a fine 2016 aveva lasciato dopo tre anni l’incarico di presidente dell’Ance (Associazione nazionale costruttori edili) di Reggio proprio per dedicarsi alle sorti dell’azienda di famiglia, in forte crisi finanziaria.

La Dall’Aglio Amos & C., negli anni arrivata a toccare la quota di 40 collaboratori, era rimasta con una decina di dipendenti dopo che molti di questi si erano licenziati per giusta causa, non avendo ricevuto lo stipendio per mesi. Per risolvere la situazione si era tentata la strada del concordato preventivo, dichiarata però improcedibile dal Tribunale in data 18 gennaio a seguito dell’esito negativo dell’udienza del 27 settembre 2017. Inevitabile, a quel punto, evitare il fallimento.

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