Anziana va a trovare il figlio ricoverato e sorprende un ladro
REGGIO EMILIA. Era andata a far visita al figlio, ricoverato in una struttura sanitaria, per dargli un po’ di conforto. Ma, quando è entrata nella sua stanza, ha scoperto un ladro che lo stava...
REGGIO EMILIA. Era andata a far visita al figlio, ricoverato in una struttura sanitaria, per dargli un po’ di conforto. Ma, quando è entrata nella sua stanza, ha scoperto un ladro che lo stava derubando, approfittando delle sue condizioni di salute.
È un brutto e vigliacco episodio quello successo mercoledì attorno alle 15.40, quando la polizia reggiana è intervenuta in via Petrella, presso la sede del “Centro diurno di igiene mentale”.
Un’anziana signora reggiana infatti, pochi minuti prima, mentre stava andando in visita al figlio lì ricoverato, ha sorpreso uno sconosciuto che rovistava nel cassetto del comodino del paziente.
Sentendosi scoperto e disturbato dalla presenza della signora, il ladro si è allontanato repentinamente con delle banali scuse, provando a giustificare la sua presenza.
La donna però non ci ha messo molto a capire che si trattava di un ladro: aperto il cassetto, infatti, ha immediatamente notato che mancava il telefono cellulare “Alcatel” che il figlio vi custodiva.
La madre, raggiunta dalla polizia, ha quindi fornito una descrizione del ladro agli agenti, che si sono messi alla ricerca del fuggitivo grazie anche all’aiuto di una seconda pattuglia di rinforzo.
Il malvivente è stato infine rintracciato poco dopo in via Duo e identificato in un cittadino italiano di origine Sinti di 46 anni, già molto noto per aver commesso in passato altri reati della stessa specie.
Il soggetto, visti i poliziotti avanzare decisi verso di lui da diversi lati e capendo di non avere alcuna via di scampo, ha immediatamente confessato di aver rubato poco prima il telefono cellulare ma di averlo nascosto in un bagno della struttura per non farsene trovare in possesso e, quindi, potersi dichiarare innocente.
Con ogni probabilità sarebbe passato a prenderlo nei giorni seguenti, quando le acque si fossero calmate. Restituito il maltolto alla madre, che ha riconosciuto con assoluta certezza il volto del 46enne, l’uomo è stato infine denunciato per furto aggravato.
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