AUTOCRITICA SUL PROCESSO MEDIATICO
Esprimiamo piena solidarietà ai colleghi della Camera Penale di Modena. Condividiamo ogni parola, ogni virgola del loro comunicato. I contenuti dell’iniziativa dei colleghi modenesi – avente ad...
Esprimiamo piena solidarietà ai colleghi della Camera Penale di Modena.
Condividiamo ogni parola, ogni virgola del loro comunicato. I contenuti dell’iniziativa dei colleghi modenesi – avente ad oggetto la costituzione dell’Osservatorio locale sull’Informazione giudiziaria – sono stati completamente travisati (come è ben evidente), senza peraltro che si tenesse presente quanto le Camere Penali tutte abbiano a cuore la libertà e quanto siano pronte in particolare a combattere, come sempre hanno dimostrato, qualsiasi forma di compressione della libertà di stampa. Non possiamo non ricordare peraltro che già in passato (con un comunicato del luglio scorso) anche noi eravamo intervenuti per stigmatizzare alcuni interventi dei vertici degli organi sindacali e rappresentativi della stampa, interventi con i quali si procedeva – fra l’altro – proprio a un’inaccettabile identificazione del difensore con il proprio assistito. Ci si sarebbe aspettati che il mondo dell’informazione, anziché arroccarsi e mostrarsi così refrattario alle critiche (legittime), avesse raccolto gli stimoli costruttivi e quelli che erano emersi dalla ricerca che, realizzata in collaborazione col prof. Sapignoli dell’Università di Bologna, ha dato vita al “Libro bianco dell’Informazione Giudiziaria sui rapporti fra mezzi di comunicazione e processo penale”: e, invece, dei contenuti di quel libro e di quella ricerca (così come del senso degli Osservatori) la stampa mostra di essere all’oscuro; e non parrebbero esserci stati sinora nell’aria – ma vogliamo pensare di sbagliarci – grandi desideri di riflessione e di autocritica sul tema del processo mediatico.
Anche la Camera Penale di Reggio sta per varare – come Modena e molte altre Camere Penali hanno già fatto – il proprio Osservatorio locale sull’informazione giudiziaria: e ciò non già per intimidire chicchessia, ma per monitorare i meccanismi della comunicazione anche su base locale e per misurarli alla luce dei principi costituzionali. Quelli del giusto processo, del diritto di difesa e della presunzione di innocenza. Fuor d’ogni ulteriore polemica, vogliamo associarci all’invito già formulato dalla Camera Penale di Modena – e ripreso dal responsabile nazionale dell’Osservatorio nazionale sull’Informazione giudiziaria dell’Ucpi – e nel contempo, vogliamo lanciare una proposta: siamo pronti a organizzare alla fine di marzo qui a Reggio Emilia, possibilmente nell’aula in cui si va celebrando il processo Aemilia, un pubblico convegno in cui i protagonisti tecnici dei processi – la magistratura (inquirente e giudicante) e l’avvocatura – e quelli dell’informazione discutano pacatamente, si scambino punti di vista, ragionino insieme sulle criticità. Un incontro per far conoscere il lavoro dell’Osservatorio nazionale e di quelli locali e, così, per diradare le nebbie degli equivoci e delle “incomprensioni”. Siamo certi della disponibilità dei colleghi di Modena e degli organi dell’Ucpi. E vogliamo pensare che l’invito verrà serenamente raccolto anche dal mondo della stampa: questo affinché si possa, tutti insieme, fare un passo avanti.
Attendiamo fiduciosi.
Il Direttivo di Reggio Emilia
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