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Casalgrande, la bambina ha fretta e nasce in ambulanza

Adriano Arati
Casalgrande, la bambina ha fretta e nasce in ambulanza

Emozione e tanto sangue freddo per i volontari del soccorso Ema. Il presidente Meglioli: «Era un servizio non facile, dimostrata la professionalità»

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CASALGRANDE. Una bimba sana e bella nata in ambulanza, accudita in corso dai volontari dell’Ema. È una scena che, raccontata ora, suscita tenerezza, ma che nell’immediato ha richiesto tutta la concentrazione e il sangue freddo dei soccorritori, quella avvenuta la mattina di lunedì 15 gennaio.

La centrale operativa Emilia Ovest ha ricevuto una chiamata da una donna residente a Casalgrande, alle prese con intensi dolori pre-parto. È stata messa in azione Ema-Emilia Ambulanze, la pubblica assistenza casalgrandese, e un’ambulanza con quattro volontari ha raggiunto la casa della futura mamma nel giro di pochi minuti, per poi ripartire verso l’ospedale di Scandiano.

Non c’è stato il tempo per arrivare, però: una manciata di chilometri e la mamma ha chiesto di fermarsi, il parto era in corso. Sull’ambulanza è nata una bimba, assistita dal gruppo Ema. Tutto è filato liscio. Completate le prime operazioni post-parto, mamma e bimba sono state portate l'ospedale di Scandiano, dove era già allertata l'équipe specialistica al pronto soccorso.

Non c’è stato bisogno di coinvolgerla, perché la nascita è avvenuta senza problema, del tutto naturale e regolare. «Fortunatamente non ci sono stati problemi e tutto si è svolto regolarmente – racconta Anna, la volontaria di Ema impegnata nell’assistenza del 15 gennaio assieme ai colleghi Gianni, Giuliano e Rita –. Noi abbiamo seguito i protocolli sanitari e tirato un grosso sospiro di sollievo quando abbiamo visto che la neonata stava bene e che tutto era andato per il meglio. Un’emozione unica».

Sorride anche il presidente della pubblica assistenza Corrado Meglioli, che ha fatto gli auguri alla neonata e si è complimentato con i volontari per «la professionalità dimostrata su un servizio non facile da affrontare senza l'aiuto di personale medico».


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