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L’Airc finanzia Unimore per la lotta contro i tumori

L’Airc finanzia Unimore per la lotta contro i tumori

L’immunologo Marcello Pinti è a capo di un team di quattro ricercatori Obiettivo trovare la relazione tra lo sviluppo della malattia e la vita della cellula 

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REGGIO EMILIA. Ci sono anche le arance dei reggiani, oltre a quelle comprate nel resto d’Italia, dietro il finanziamento da 393 mila euro per cinque anni che l’Airc ha donato a un’équipe di ricerca di Unimore per cercare nuove strade contro i tumori. L’Airc torna oggi in 2.500 piazze italiane con 20 mila volontari per offrire sacchetti di arance e finanziare la ricerca. Per quest’anno sono pronti 118 milioni divisi su 584 progetti su cui lavorano 5 mila ricercatori. Per l’Emilia Romagna sono 3 milioni e 670 mila euro per 370 progetti. Uno di questi riguarda Unimore, grazie al lavoro di un immunologo di 45 anni, Marcello Pinti, arrivato da Como a Modena nel 1998 per il servizio civile e poi rimasto nell’Università di Modena e Reggio Emilia come collaboratore del professor Andrea Cossarizza. In breve dal laboratorio al dottorato e poi all’incarico il passo è stato breve, sino a incrociare il metabolismo dei mitocondri, elemento base delle cellule del corpo umano. Pinti è il capo di un team di quattro giovani ricercatori che sta esplorando il funzionamento della proteina denominata Lon+1 che regola la vita dei mitocondri, che sono la centrale energetica delle cellule. Di qui l’impegno a capire quale possa essere l’interruttore in grado di bloccare la riproduzione delle cellule impazzite. «La strada è lunga per approfondire i meccanismi della mitofagia – spiega Pinti –. Quest’ultimo processo di distruzione dei mitocondri danneggiati è la pietra angolare del funzionamento di tutto l’organismo. Dunque cosa impedisce che scatti la caccia alle cellule tumorali? Perchè queste ultime in alcuni casi riescono a superare le difese dell’organismo e a moltiplicarsi sino a distruggerlo? Abbiamo già avuto evidenze scientifiche sulle caratteristiche della Lon+1 ma occorrono prove verificabili e non solo indizi per un indicatore che ci porti, al di là di ogni ragionevole dubbio, alle prove sulla relazione tra lo sviluppo del tumore e la vita della cellula. Al momento abbiamo in corso tre ipotesi di ricerca».

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