La bottega divenne “Piccola Margutta”
Il pittore guastallese Mario Daolio nacque nel 1930. Con la famiglia – genitori e sei figli – abitava in via Cesarea. Nel 1949 emigrò in Francia dove trovò lavoro come verniciatore di mobili,...
Il pittore guastallese Mario Daolio nacque nel 1930. Con la famiglia – genitori e sei figli – abitava in via Cesarea. Nel 1949 emigrò in Francia dove trovò lavoro come verniciatore di mobili, mestiere imparato da giovanissimo a Guastalla («In famiglia c’era bisogno», diceva) quando ancora frequentava le scuole elementari. In terra francese scoprirà l’amore per l’arte e, da autodidatta, cominciò a dipingere nature morte e paesaggi. Alla fine degli anni Cinquanta tornò a Guastalla, dove aprì la bottega di corniciaio in centro storico: prima in via IV Novembre, poi in via Verdi. Negli anni Sessanta la sua bottega diventa la “Piccola Margutta”, in cui si ritrovano tanti pittori della Bassa e vengono organizzate mostre, per lo più collettive. Impegnandosi nello studio della prospettiva e dell’anatomia, Daolio utilizza spesso una tecnica mista e dipinge paesaggi del Po, ritratti, nature morte e soggetti religiosi. «Per anni ho girato il Po con il mio motorino – amava spiegare l’artista – e per me era una gioia stare nei boschi. Anche in inverno mi sedevo vicino a vecchi salici, coperto da una pelliccia, per disegnare la natura». Per il critico Renzo Margonari «la pittura di Mario Daolio si impone all’occhio quasi per sua stessa richiesta: il segno è difatti veloce e immediato e risponde all’atteggiamento di estrema semplicità e naturalezza col quale il pittore si accosta al soggetto». Da anni in pensione, Daolio ha continuato a dipingere nella sua bottega: a causa di un incidente dovette interrompere le sue continue “puntate” verso la golena, ma non smise mai di amare l’arte.
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