Medaglie al valore a Nodolini e Governari
In Prefettura la consegna ai figli dei deportati. Forte: «Ora tocca ai giovani difendere questi valori»
REGGIO EMILIA. Genocidio, sterminio, Shoah e Olocausto. Sono questi i termini più forti, e che tutti conoscono, per descrivere le atrocità compiute nella prima metà del secolo scorso da fascisti e nazisti nei confronti della popolazione ebraica europea e delle minoranze. «Il 27 gennaio 1945 è stato definito il giorno della Liberazione dei prigionieri del campo di Auschwitz – ricorda Maria Forte, prefetto di Reggio Emilia –. Quasi novemila reggiani, di cui 7.771 militari, furono internati nei lager». Si è aperta con queste dichiarazioni la cerimonia di consegna di due Medaglie all’onore per la Resistenza, svoltasi ieri mattina nel palazzo della Prefettura di Reggio Emilia. Presenti alla commemorazione il sindaco Luca Vecchi, il presidente della Provincia Giammaria Manghi, alcuni rappresentanti dell’arma e gli alunni di due classi del liceo artistico Chierici. A consegnare il riconoscimento a Valentino Nodolini, rappresentato dal figlio Rolando, è stato il sindaco di Luzzara Andrea Costa, mentre a Rinaldo Governari, di cui ha fatto le veci la figlia Ottilia, la medaglia è stata data dal sindaco di Scandiano Alessio Mammi. «È un simbolo di onore e dignità – dichiara il prefetto Forte – ora tocca ai giovani difendere questi valori». Gli studenti del Chierici hanno quindi voluto dare un piccolo contributo leggendo alcuni passi tratti dalle memorie dei sopravvissuti e di chi non ce l’ha fatta, intervallate da brani suggestivi suonati al violoncello. Tra le testimonianze anche quella di Gino Canovi: «Ero al fronte, tutti pensavano fossi morto. All’improvviso una bomba cadde poco lontano, mi misi a correre più che potevo. Ero sopravvissuto». (n.n.)
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