C’è posto solo per quattro, fuori Gandolfi
Graziano Delrio e Antonella Incerti per la Camera, Vanna Iori e Andrea Rossi al Senato: tutti in un seggio uninominale
REGGIO EMILIA. I dieci nomi votati dall’assemblea provinciale erano troppi. E questo si sapeva. Ma l’obiettivo di via Gandhi di portare in lista almeno cinque (come i parlamentari uscenti) o sei reggiani si è scontrata alla fine con i calcoli del partito a livello nazionale. E con l’arrivo di paracadutati di lusso, fra i quali il ministro dell’Istruzione Valeria Fedeli e quello della Giustizia Andrea Orlando.
E così dalla rosa dei dieci nomi per ora si contano soprattutto gli esclusi, sei. Non tanto i nomi dell’orlandiano segretario di Carpineti, Dario Bottazzi, o dei renziani Mauro Bigi, sindaco di Vezzano, Licia Ferrari, assessore di Sant’Ilario, e Andrea Tagliavini, sindaco di Quattro Castella, che non hanno mai avuto una vera chance di essere della partita.
Fra gli esclusi eccellenti c’è soprattutto Paolo Gandolfi, il cui nome aveva avuto il via libera dalle assemblee dei circoli reggiani, al pari di quello degli altri parlamentari uscenti.
Orlandiano dell’ultima ora, il deputato Gandolfi paga l’esclusione di altri esponenti eccellenti dell’area Retedem, come ad esempio il senatore bolognese, Sergio Lo Giudice, presidente onorario Arcigay nazionale.
Proprio sull’esclusione di Gandolfi e di Lo Giudice si sono mobiliati molti utenti social. E su Twitter è partita una piccola campagna #iostoconpaologandolfi, riconosciuto come il padre della legge sulla mobilità ciclabile. La Fiab, associazione che promuove la diffusione della bicicletta quale mezzo di trasporto ecologico, ha scritto anche una lettera al segretario Pd, Matteo Renzi, invitandolo a ripensarci. Lo stesso Gandolfi, prima della presentazione delle liste in direzione, aveva twittato in maniera sintetica ma stizzita, annunciando di essere stato tagliato fuori.
Ma i nomi finiti in lista offrono anche un’altra chiave di lettura per i candidati reggiani. Il derby all’ultimo sangue fra la consigliera regionale, Roberta Mori, e la parlamentare uscente, Antonella Incerti, si è risolto a sorpresa in favore di quest’ultima, partita in netto svantaggio, salvo poi riconquistare terreno durante le assemblee.
La Mori era stata sponsorizzata da Maino Marchi. La Incerti, invece, da Cesare Damiano, leader della corrente Sinistra è cambiamento, ex ministro del Lavoro nel governo Prodi e, nell’attuale legislatura, presidente della commissione Lavoro alla Camera, uno dei pochi orlandiani riusciti a rientrare in corsa in extremis.
Una eventuale candidatura ed elezione della Mori, in ogni caso, avrebbe creato non pochi problemi al Pd in Regione, dal momento che secondo alcuni calcoli la consigliera avrebbe dovuto lasciare il suo seggio a un esponente ora passato a Mdp.
E se i quattro reggiani in corsa (Delrio, Rossi, Iori e Incerti) si giocheranno l’elezione in quattro collegi uninominali fra Camera e Senato, i listini del proporzionale contano paracadutati da ogni latitudine, a dispetto di quanto aveva giurato sinora il segretario provinciale reggiano, Andrea Costa.
Per la corsa al Senato, i reggiani potranno scegliere fra il ministro all’Istruzione, Valeria Fedeli, il parlamentare modenese renziano, Matteo Richetti, e Paola Boldrini, già candidata alle scorse elezioni in circoscrizione Emilia-Romagna, dove risultò la terza dei non eletti.
Alla Camera, invece, arrivano il Guardasigilli Andrea Orlando, la sottosegretaria piacentina alla Presidenza del Consiglio, Paola De Micheli, e il consigliere economico di Renzi, Luigi Marattin, ex assessore a Ferrara che ora si giocherà la sua elezione anche qui a Reggio partendo dalla terza posizione. Anche qui una sfida che solo un gran risultato del Pd alle urne potrà dire se sarà o meno vincente.
Liste per ora da tre nomi, ai quali se ne potrebbe aggiungere per ciascuna un quarto – per il momento ancora al vaglio – riaprendo così in parte i giochi per gli esclusi, sebbene correrebbero in posizione quasi ineleggibile a meno di percentuali bulgare alle urne in favore del Pd. E se i reggiani Rossi e Iori, candidati per due uninominali del Senato, dovranno andare a pescare voti anche nelle vicine province di Modena e Ferrara, per il secondo collegio uninominale reggiano – chiamato U7 – irrompe da Parma il senatore di lungo corso, ex Dc ed ex Ppi, Giorgio Pagliari, capogruppo Pd in Commissione Affari Costituzionali, secondo italiana Openpolis, lo posiziona al primo posto per produttività tra i Senatori. (r.c.)
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