Classe delle medie “Belvedere” insieme dopo 30 anni
REGGIO EMILIA. Era settembre del 1985, quando un gruppo di ragazzini iniziava il suo percorso alle scuole medie “Belvedere”, rinominate in seguito “Carlo Alberto Dalla Chiesa” a Reggio Emilia. Il...
REGGIO EMILIA. Era settembre del 1985, quando un gruppo di ragazzini iniziava il suo percorso alle scuole medie “Belvedere”, rinominate in seguito “Carlo Alberto Dalla Chiesa” a Reggio Emilia. Il gruppo era variegato, c’erano figli di operai cone figli di professori. Anche la provenienza era diversa: alcuni non avevano fissa dimora, altri abitavano nelle case popolari, altri ancora in villette di quartieri benestanti. Ma tra quei ragazzi nacque una bella amicizia, vera, fatta di alti e bassi, di prese in giro, di gomme di biciclette bucate ma anche di biro regalate e di gesti generosi. Alla fine dei tre anni di medie, molti si persero di vista tra scelte di scuole differenti e traslochi. A quei tempi non c’era ancora il cellulare così come erano lontani da venire i gruppi whatsapp grazie ai quali ora si può facilmente rimanere in contatto.
Sono passati più di trent’anni e, con un po’ di fatica e molto impegno, la classe della sezione C (anni 1985/1986/1987) si è ritrovata benerdì scorso al ristorante “Da Michele” a Corticella. Ancora una volta, il gruppo è assai variegato: si sono ritrovati a tavola professori, operatori del sociale, cantanti, commesse, manager... Tutto questo è stato possibile grazie a ricerche effettuate con grande entusiasmo sui social a partire da Facebook e naturalmente alla creazione di un gruuppo su whatsapp. Una serata divertente, piena di emozioni e ricordi, nel corso della quale è sta anche ricordata una compagna di classe scomparsa lo scorso anno, Alessandra Arcagnati.
Nella foto scattata venerdì sera, in piedi da sinistra Lara Bertacchini, Emanuela Pignatiello, Erika Ferrari, Lucia Spreafico, Andreas Stendardo, Fabio Predieri, Bartolomeo Augugliaro, Giuseppe Didomenico: in basso da sinistra Monica Motti, Fabio Pignagnoli, Massimo Masini, Cristian Ceccardi, Stefano Iori.
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