Divorzio impossibile perché l’ex moglie da anni è irreperibile
Correggio: storia di un 43enne fin dal 2011 in lotta con la burocrazia: «Lei risulta residente nella Bassa reggiana, invece abita all’estero»
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CORREGGIO. Quando i matrimoni finiscono lasciano dietro di sé, in molti casi, una sequela di strascichi, sia emotivi che economici. I dissapori che hanno portato alla separazione, quelli che eventualmente hanno costellato l'iter legale, le spese fatte per arrivare alla sentenza. Dopodiché, si ricomincia con le procedure per il divorzio.
È a questo punto del percorso che incontriamo Massimo Portioli, 43enne residente a Novi di Modena, che vorrebbe solo potersi lasciare tutto alle spalle, definitivamente, ma é nell'impossibilità di farlo a causa della ex moglie che, da anni, si è resa irreperibile, ma solo sul piano legale.
«Ci siamo sposati nel 2002, a l'Havana - racconta - Lei, infatti, è originaria di Cuba. Siamo tornati subito in Italia e abbiamo trascritto qui il nostro matrimonio. Purtroppo, tutto è finito nel 2007».
Finito ma, fortunatamente, in modo consensuale, cosicché la separazione legale è arrivata in tempi rapidi, già nel marzo 2008. È qui, tuttavia, che sono iniziati i veri problemi.
La donna, che dopo aver lasciato il tetto coniugale, si era trasferita a Correggio, è partita per gli Stati Uniti, a Miami.
«È stata lei ad avviare le pratiche nel 2011, trascorsi i tre anni che allora imponeva la legge – prosegue Massimo – Aveva molta fretta: mi spedì i documenti che avrei dovuto firmare, ma erano sbagliati. Innanzitutto, era errata la data del matrimonio, in secondo luogo il testo era in inglese, dunque qui non aveva valore. Il mio avvocato, dunque, redige il testo in italiano di un accordo consensuale che la mia ex moglie avrebbe dovuto semplicemente firmare davanti a un ufficiale giudiziario e rispedirmelo. Ma, a quel punto, non rispedisce nulla e decide di rendersi irreperibile».
Una decisione presa consapevolmente, dato che la donna sta bene e si è rifatta una vita – Massimo lo viene a sapere da amicizie comuni – ma non ha comunicato a nessuno – tantomeno al Consolato italiano (è ancora residente a Correggio, ndr) – il cambio di indirizzo.
«So benissimo dove abita. Ma perché la ricezione delle raccomandate sia valida, l’indirizzo cui faccio riferimento deve corrispondere a quello denunciato all’anagrafe. Quindi, sono costretto a spedire tutto dove ho la certezza che nessuno riceverà nulla. E, così, vanno deserte lettere e udienze in tribunale. Nemmeno il Consolato, in questi anni, è riuscito ad aiutarci».
A questo punto, l’unica soluzione è avanzare la richiesta di cancellazione del nome della ex sposa dall’Aire, l’Anagrafe degli Italiani Residenti all’Estero, gestita dai Comuni italiani: una volta giudicata definitivamente irreperibile, l’ufficiale giudiziario depositerà copia del ricorso nella casa comunale dell’ultima residenza, cioè presso il Comune di Correggio, rendendo effettivo il divorzio. «Rimane molta rabbia, rassegnazione e incomprensione per un comportamento di questo tipo – conclude – che suona come una ripicca».
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