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Estorsione, condannato a 7 anni

Estorsione, condannato a 7 anni

In carcere un 40enne napoletano che stava scontando i domiciliari a Scandiano

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SCANDIANO. I fatti sono stati tutti commessi nel Napoletano. Ma a Scandiano stava scontando gli arresti domiciliari, pena disposta nel 2013 dal Tribunale per una serie di reati. Ora è finito in carcere a Reggio Emilia, dove resterà fino al 2020.

Alessandro Testa, pluripregiudicato napoletano di 40 anni, a inizio 2012 era riuscito a collezionare 7 anni e 4 mesi di reclusione, oltre a circa 8mila euro di multa, in due soli mesi. Furto, ricettazione ed estorsione i reati dei quali si era reso protagonista da febbraio a marzo del 2012, tra Napoli, Pozzuoli e Quarto.

Dall’altra mattina il 40enne originario di Napoli e abitante a Scandiano si trova nel carcere del capoluogo reggiano: i carabinieri della tenenza scandianese hanno dato esecuzione al provvedimento restrittivo di cumulo di pena emesso dalla Procura generale della Repubblica presso la Corte d’appello di Napoli per i reati di furto, ricettazione ed estorsione.

Detratto il periodo di arresti domiciliari - iniziati l’11 luglio 2013 - Testa sarà scarcerato alla fine del 2020, se non detenuto per altra causa.

Per quasi tre anni, fino alla conclusione degli oltre 7 di pena, il 40enne napoletano resterà dunque in carcere.

Proprio di recente anche la sorella dell’arrestato era finita nei guai nell’ambito dell’operazione ribattezzata “Deep Impact” – che significa profondo impatto – condotta dai carabinieri del nucleo investigativo di Reggio Emilia: un nome scelto non a caso, in quanto l’operazione aveva portato a sradicare dalla base un’intera organizzazione criminale responsabile di oltre 400 truffe nell’intero territorio nazionale, radicata nel capoluogo reggiano e a Scandiano.



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