Bagnolo, i resti del violento rogo da oltre un mese abbandonati in stazione
Da oltre un mese sono ammassati davanti e dietro l’edificio. Fer interviene, ma per il momento solo per rialzare le transenne protettive
BAGNOLO. Infissi e porte, un forno, sedie, parti di elettrodomestici, perfino portiere d’auto: cumuli di materiale bruciato abbandonato in due aree, a fianco e davanti alla stazione di Bagnolo, con il solo nastro delle autorità ad avvisare di non avvicinarsi.
Così si è presentata la stazione di Bagnolo per quasi due mesi, dopo l’incendio che il 3 dicembre scorso ha semidistrutto l’edificio, dove al primo piano viveva una famiglia marocchina. Venerdì Fer, su sollecitazione del Comune, ha mandato alcuni operai a riposizionare le transenne cadute a terra e a delimitare nuovamente l’area intorno al fabbricato.
Fer ha anche annunciato di essere in dirittura d’arrivo per aprire il cantiere della stazione. A segnalare che, a distanza di giorni e giorni, nulla è cambiato è stato il “Gruppo ritardo treno Reggio-Guastalla”, i pendolari – intenzionati a promuovere una class action contro i continui ritardi sulla linea – che quotidianamente si recano in stazione.
«L’assessore regionale non risponde più ai messaggi, Tper continua ad accumulare ritardi senza motivo (la scorsa settimana la media è stata di 15 minuti) – ha scritto Elena Sberveglieri –. Intanto la stazione di Bagnolo, che aveva preso fuoco, è nelle stesse condizioni del giorno dopo l’incendio. È indecoroso: dopo il rogo è rimasto tutto come lo avevano lasciato i vigili del fuoco, esattamente come due mesi fa. Nessuno si è posto il problema di rimuovere le macerie. Tra l’altro in un altro punto ci sono delle tegole cadute, che potrebbero colpire qualche viaggiatore che parcheggia lì vicino. È suolo pubblico: il sindaco non vede?».
In un primo tempo il sindaco Paola Casali, escludendo il rischio oggetti pericolanti, ha replicato di essere a conoscenza del problema e di aver sollecitato più volte Fer. «Purtroppo la stazione, compreso il parcheggio, è un’area privata dove il Comune non può intervenire: spetta a Fer provvedere. Come amministrazione ci siamo attivati subito nei confronti della direzione di Fer. La stazione ci interessa molto: quella è una zona vitale per la comunità, tra l’altro il tetto è ancora scoperchiato, ci piove dentro».
Venerdì la svolta: è arrivata in municipio la replica scritta di Fer. Casali riferisce con soddisfazione: «Scusandosi per il disagio e attenta alle segnalazioni dei cittadini, Fer precisa che ha aperto da qualche giorno le buste di gara per la bonifica del fabbricato e altre opere minori di messe in sicurezza, interventi che saranno propedeutici alla ricostruzione della parte lesionata della struttura. Fer conta di poter iniziare a breve i lavori».
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