Ieri mattina in campo la prima squadra del Bus Pascal
REGGIO EMILIA. Il gioco danese da oltre un secolo stimola la fantasia di grandi e piccoli. Grazie alla First Lego League, il campionato mondiale di scienza e robotica, i mattoncini colorati sono...
REGGIO EMILIA. Il gioco danese da oltre un secolo stimola la fantasia di grandi e piccoli. Grazie alla First Lego League, il campionato mondiale di scienza e robotica, i mattoncini colorati sono entrati nel programma scolastico di alcuni istituti reggiani, come il Blaise Pascale e l’Einaudi, coinvolgendo persino i figli di alcuni dipendenti di Kohler. Ieri in gara sono scesi in campo gli alunni di una delle due squadre del Bus accompagnati dalla professoressa di tecnologia e progettazione Maria Silvia Gatti: «Sono ragazzi delle classi terze dell’indirizzo informatico – spiega la prof – ad eccezione di uno che frequenta il corso scientifico. Ogni studente presente ha scelto fisica come materia opzionale». I ragazzi sono stati spronati dalla voglia di imparare e di mettersi alla prova attuando ciò che studiano, ognuno rispettando il proprio ruolo all’interno della squadra. «Sono studenti appassionati e molto autonomi. Hanno sempre seguito le istruzioni durante il corso di formazione e ce l’hanno messa tutta». Il progetto ha riguardato la prevenzione e come far fronte alle alluvioni, tema dibattuto dopo i fatti di Lentigione, mentre l’altra squadra tratterà il “water energy”. A rappresentare il team Kohler, che si batteràoggi, è l’ingegnere dell’azienda reggiana Francesca Rinaldi che spiega: «Ci sono voluti tre mesi di preparazione per affrontare la sfida. I ragazzi pur essendo alla loro prima esperienza si sono aiutati uno con l’alto senza perdersi d’animo. La scelta è ricaduta sulla riduzione dello spreco dell’acqua in casa, cioè su come far fronte all’emergenza che tocca ognuno di noi».(n.n.)
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