Gazzetta di Reggio

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Per il Sant’Anna già stanziati 4 milioni

Per il Sant’Anna già stanziati 4 milioni

Tre servono a riqualificare il pronto soccorso, il quarto, fisso ogni anno, per medici e infermieri in più 

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REGGIO EMILIA. Un piano quasi esclusivamente concentrato sugli ospedali. E viene subito alla mente quello che nel 1996 portò a caratterizzare ciascuno degli ospedali di zona della nostra provincia e - ad esempio - a una vera e propria metamorfosi del San Sebastiano di Correggio che da piccolo ma comunque completo ospedale di zona (con la sua chirurgia, la sua ostetricia e la ginecologia, oltre al pronto soccorso) era stato trasformato in altro. In particolare in un centro di riabilitazione per traumi gravi che oggi è un punto di riferimento per la provincia di Reggio e quelle vicine.

Ebbene questo piano mira a non penalizzare nessun ospedale, ma semplicemente - per dirla con le parole di Nicolini - ha come principale obiettivo una «diversa gestione delle risorse ». Risorse che verranno distribuite anche e soprattutto negli ospedali di periferia. Un esempio è proprio quella sorta di ritorno all’antico del San Sebastiano. L’ospedale correggese vedrà la riqualificazione del pronto soccorso oltre al restyling delle sale operatorie e al ritorno di 6 posti letto di day hospital-day surgery per la chirurgia di elezione.

Invero, a sentir parlare di riorganizzazione della rete ospedaliera la mente non può non andare alle furibonde polemiche per la chiusura del punto nascite di Castelnovo Monti. Ma Nicolini non ci sta e replica a chi lo accusa di voler “chiudere” o “smembrare” il Sant’Anna. «A Castelnovo Monti - dice - la Regione ha deciso di chiudere un punto nascite sulla base dell’evidenza dei dati clinici. Parliamo di circa un centinaio di parti l’anno, pari a circa 200 giorni di ricovero complessivo. Su base annua è meno di un posto letto. Con questi numeri la sicurezza non è garantita, mentre la spesa sì». Un problema di costi? Nemmeno su questo Nicolini è disposto ad ammissioni. E sul tavolo, a dimostrazione della sua tesi, il numero uno di via Amendola, mette proprio gli investimenti. Investimenti che per l’ospedale della Montagna reggiana sono sia una tantum sia strutturali. «Per il Sant’Anna - dice Nicolini - abbiamo varato un programma, il “Sant’Anna Plus” che è tutto fuorché una chiusura o un ridimensionamento. Secondo questo programma stanziamo quest’anno tre milioni di euro per la ristrutturazione del pronto soccorso. A questo finanziamento di tre milioni finalizzato a questo restyling, si aggiunge lo stanziamento strutturale di un milione di euro per gli incrementi del personale, sia medico sia infermieristico. Nel programma “Sant’Anna Plus” - sottolinea Nicolini - è infatti prevista l’assunzione di dieci infermieri e sei medici in più. Senza considera che proprio il Sant’Anna già usufruisce per il suo distretto dell’auto infermieristica che affianca e completa l’attività dell’automedica ma che soprattutto costituisce una delle novità del piano provinciale che andiamo a varare». (m.s.)



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