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È morto il partigiano Secondo Spaggiari

È morto il partigiano Secondo Spaggiari

Aveva 93 anni ed era ricoverato al Santa Maria. Combattè nella Brigata Garibaldi in Piemonte 

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REGGIO EMILIA. Addio all’eterno partigiano Secondo Spaggiari. Ieri mattina all’arcispedale reggiano Santa Maria Nuova è scomparso il 93enne Secondo Spaggiari, debilitato progressivamente dall’età e dalla malattia che ha segnato gli ultimi mesi della sua vita, costantemente accudito da badanti e assistenti. Spaggiari, originario del nostro territorio, aveva combattuto nella Resistenza in Piemonte durante la seconda guerra mondiale all’interno della Brigata Garibaldi, formazione partigiana principalmente di matrice comunista. Quell’esperienza ha segnato l’intera sua esistenza, sempre legato a quei lavori e al lavoro della memoria partigiana. Il funerale si terrà domani mattina in forma civile. Il corteo funebre partirà alle 9 dalle camere ardenti a fianco dell’ospedale cittadino e arriverà al cimitero nuovo di Coviolo, per un breve commiato prima di affidare la salma all’ara crematoria. Spaggiari lascia la figlia Clizia con il marito Claudio e la nipote Elettra. I famigliari chiedono alle persone eventualmente interessate non fiori o corone ma piuttosto una donazione al Grade, la fondazione reggiana da anni attiva per sostenere le strutture ospedaliere di avanguardia di Reggio Emilia, tramite il corrente dedicato, all’Iban IT31S0303212804010000012000. Spaggiari ha sempre voluto sottolineare la propria esperienza durante il conflitto mondiale, descrivendosi sempre orgogliosamente un partigiano.

Dal 1944 sino alla Liberazione ha combattuto nella 75esima Brigata Garibaldi attiva principalmente nei colli e nelle campagne di Biella, in Piemonte, dove si era ritrovato durante i turbolenti mesi seguiti all’armistizio dell’8 settembre 1943.

Tanti ragazzi arruolati si trovarono senza una guida e senza una direzione, altri sapevano di non poter tornare a casa perché braccati e molti decisero di impegnarsi attivamente con le formazioni resistenziali che si stavano formando in tutto il nord Italia, nelle zone rimaste sotto il controllo degli occupanti nazisti assistiti dai fascisti locali. Un periodo difficile e particolarmente violento proprio in Piemonte, uno dei principali focolai di ribellione e di rappresaglie. Lì si è formato Secondo Spaggiari, nato da una numerosa famiglia reggiana e sempre legato a quella radice, oltre che alla fede politica e resistenziale. (adr.ar.)

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