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L’inchiesta dell’Espresso: il reggiano Mister Gucci e quelle tasse in meno

L’inchiesta dell’Espresso: il reggiano Mister Gucci e quelle tasse in meno

Il settimanale dedica un’inchiesta ai rapporti col Fisco italiano del manager reggiano Marco Bizzarri residente in Svizzera

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RUBIERA. «Casa in canton Ticino. Soldi esentasse dal Lussemburgo. Imposte con lo sconto in Italia». L’Espresso di questa settimana, con un lavoro a firma di Vittorio Malagutti a cui ha collaborato Federico Franchini, dedica un’inchiesta ai conti – e soprattutto alla sua situazione fiscale – di Marco Bizzarri da Rubiera. Più noto, nel mondo dell’alta moda, per essere l’amministratore delegato della divisione Luxury del marchio Gucci, dopo una carriera iniziata in Mandarina Duck e ben presto decollata con Botteva Veneta.

La residenza di Bizzarri, secondo l’inchiesta giornalistica, risulta in un «anonimo condominio di Vico Morcote», un piccolo paese del Canton Ticino. L’ad, che vive e lavora a Milano, sarebbe riuscito così a tagliare e di molto le tasse da versare al Fisco italiano.

Malagutti e Franchini snocciolano cifre: nel 2016 il capo di Gucci ha pagato circa 1,2 milioni di imposte in Italia per un compenso netto di 8 milioni di euro. Solo il 13 per cento del suo stipendio è finito nelle casse dello Stato. «Con un risparmio, per Bizzarri, di oltre 3 milioni di euro» stabilisce L’Espresso.

Un risparmio possibile perché quasi 6 milioni di euro di guadagni arriva da conti bancari di una piccola società con base in Lussemburgo. Cifre che il settimanale italiano prendere dal sito d’informazione francese Mediapart e che esamina insieme agli altri membri del consorzio giornalistico EIC (European Investigative Collaborations).

In Lussemburgo, infatti, ha sede Castera, una società controllata da Kering, che è quella che paga il manager. E la legge lussemburghese prevede che nessuna imposta è dovuta al piccolo Stato quando il reddito è prodotto all’estero. E dunque, niente tasse dal momento che Mister Gucci risiede in Svizzera. E produce reddito in Italia.

Gli unici soldi su cui all’Espresso risulta che Bizzarri paga le tasse sono quei 1,2 milioni di euro circa l’anno di stipendio Gucci. Somma – del 2016 – su cui è applicata, tra l’altro, l’aliquota al 30%, e non quella ordinaria del 43%, prevista per amministratori di società non residenti in Italia.

E, d’altra parte, il fisco svizzero non è interessato al reddito complessivo di chi è immigrato nella confederazione, presumendo che le tasse vangano pagate altrove. Sempre secondo quanto riporta L’Espresso, Bizzarri paga 150mila euro di imposte sul forfait patrimoniale di 500mila franchi svizzeri.

E il settimanale sottolinea: «Toccherebbe all’Italia semmai accertare se lo schema messo a punto dai consulenti del gruppo Kering s’incastra nel perimetro delimitato dalle nostre leggi, oppure serve a coprire un’evasione fiscale milionaria».

Secondo l’inchiesta, da mesi la procura di Milano sta indagando sugli affari di Gucci, sospettando un risparmio di almeno un miliardo di tasse dovute al fisco italiano «trasferendo gran parte dei propri ricavi a una società collegata con sede all’estero». Un’indagine che porta in Svizzera, proprio nel Canton Ticino e a un accordo ad hoc con le autorità locali per la filiale elvetica di Kering.

Sempre L’Espresso due anni fa svelava, in un’altra inchiesta, l’enorme sconto di tasse legato al nuovo centro logistico di Gucci in Canton Ticino da dove le merci prodotte in Italia venivano distribuite in tutto il mondo. «Attribuendo - si legge – i ricavi al bilancio della società elvetica che gestisce l’impianto, la Luxury Goods International». Secondo i magistrati quei proventi invece andavano dichiarati in Italia. Tra gli indagati anche Bizzarri.

LA REPLICA DI GUCCI

Questa la replica dell'azienda Gucci dopo la pubblicazione dell'inchiesta:

"Gucci e Kering hanno implementato una governance che ambisce ad assicurare il pieno rispetto delle normative fiscali a tutti i livelli, inclusi i propri dipendenti. Per quanto riguarda il Dott. Bizzarri, egli è pienamente in regola con i propri obblighi fiscali in Italia, Paese nel quale è fiscalmente residente".

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