Nervi tesi nel centrodestra La Lega vuole tutti i collegi
Il Carroccio spinge per avere solo i suoi esponenti nei quattro uninominali Forza Italia e Fratelli d’Italia: il destino dei reggiani si gioca ad Arcore e Roma
REGGIO EMILIA. Da Roma ad Arcore, passando per Milano, l’Emilia e Reggio. Se il Pd è nella bufera, il centrodestra è allo sbando, alle prese con un braccio di ferro tra Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia per trovare un posto al sole. Il Carroccio punta a coprire tutti i quattro collegi uninominali che interessano Reggio, per candidare quattro donne. Una sfida sulla quale sono in corso fra i vertici nazionali del partito serrati confronti con gli alleati di Forza Italia e Fratelli D’Italia. I nodi dovranno comunque essere sciolti in giornata, entro mezzogiorno, il termine di scadenza per la presentazione delle liste.
Le poche certezze in terra reggiana sembrano riguardare la Lega, dove il segretario emiliano, Gianluca Vinci, sta provando a evitare la sfida diretta all’uninominale cittadino per la Camera con il ministro, Graziano Delrio, spingendo per correre solo al plurinonimale Reggio-Parma e Piacenza, sempre alla Camera, che gli garantirebbe un seggio quasi sicuro. Sempre sul versante del Carroccio, continua a farsi largo il nome di Maura Catellani, avvocatessa di 46anni e consigliera comunale a San Martino in Rio, in lista all’uninominale di Scandiano per la Camera. Capolista al plurinominale del Senato, invece, potrebbe essere Armando Siri, considerato il guru economico di Matteo Salvini, teorizzatore della cosiddetta Rivoluzione fiscale.
Ma se la Lega sembra avere una stretegia, diverso il discorso per i suoi alleati reggiani, il cui ingresso in lista appare davvero appeso a un filo, in attesa di novità dai rispettivi quartieri generali. Soprattutto dopo il rifiuto di Donatella Prampolini di correre per Forza Italia, con l’ipotesi sempre più probabile che gli aspiranti candidati reggiani dovranno fare i conti con i nomi forti presenti in regione. I nomi che circolano, in fondo, sono sempre gli stessi. A cominciare dal consigliere comunale, Claudio Bassi, passando per il coordinatore, Gianluca Nicolini, e Chiara Fantinati, consigliera comunale a Novellara e consigliera provinciale. Dalle parti di Fratelli D’Italia, invece, i nomi sono quelli di Alberto Bizzocchi, Alessandro Aragona e la new entry, Roberta Rigon. Nomi che, sia per Forza Italia sia per Fratelli d’Italia, difficilmente troveranno un posto al sole all’interno di una legge elettorale che favorisce le pluricandidature. Ed è per questo che, al pari di quanto avvenuto nel Pd, potrebbero essere paracadutati in Emilia big nazionali. O comunque nomi forti a livello regionale. Nelle scorse ore, dai due partiti sono state rivolte alle segreterie nazionali due analoghe richieste: visto che, alla fine, gli eletti in Emilia-Romagna saranno meno che in altre regioni, lasciare i posti sicuri agli esponenti del territorio. Per Forza Italia i nomi che dovrebbero trovare spazio sono quindi quelli del coordinatore Massimo Palmizio (uno degli ultimi superstiti del partito-azienda del 1994), di Anna Maria Bernini, del consigliere regionale, campione di preferenze, Galeazzo Bignami. Più scarse, secondo le previsioni, le chance di entrare in parlamento per i candidati di Fratelli d'Italia e Noi per l'Italia. (e.spa.)
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