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Reggio Emilia, smog: dodici sforamenti nei primi 29 giorni del 2018

Reggio Emilia, smog: dodici sforamenti nei primi 29 giorni del 2018

Allarme di Legambiente: dopo un 2017 che si è chiuso con un bilancio disastroso anche il 2018 a Reggio è partito con valori delle Pm10 oltre i limiti consentiti 

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REGGIO EMILIA. La qualità dell'aria continua ad essere pessima a Reggio come nelle altre principali città della pianura padana, il gigantesco catino densamente popolato e industrializzato, nel quale ristagnano le sostanze inquinanti prodotte dal traffico motorizzato, dagli impianti di riscaldamento e dalle fabbriche. Il 2017 si era chiuso con un bilancio ambientale disastroso.

Il primo mese del 2018 evidenzia un inquinamento atmosferico altrettanto pesante, benchè nella nostra città non siano ancora scattate le misure emergenziali previste dal piano regionale “Liberiamo l'aria” quando vengono superati per quattro giorni consecutivi i limiti di concentrazione degli inquinanti.

È una situazione critica, che Legambiente denuncia nel dossier annuale presentato ieri a Bologna. Si tratta del rapporto “Mal’aria 2018 – L’Europa chiama, l’Italia risponde?” illustrato alla vigilia del vertice di Bruxelles sulla qualità dell’aria. A tale incontro sono invitati gli otto paesi, inclusa l’Italia, nei cui confronti è avviata una procedura d'infrazione da parte della Commissione Europea, che in questi giorni ha rivolto al ministro dell’ambiente Galletti una richiesta ultimativa di provvedimenti concreti per ridurre l'inquinamento atmosferico, in mancanza dei quali l'Italia sarà rinviata alla Corte di giustizia europea.

Tra le sostanze inquinanti le più minacciose sono le pm 10, le polveri sottili di diametro fino a 10 micron, che non dovrebbero oltrepassare la concentrazione di 50 microgrammi al metro cubo. La normativa europea tollera in un anno 35 giornate di superamento di tale limite. Nel 2017 se ne sono contate più del triplo a Torino, che guida la classifica nazionale con 112 sforamenti. Seguono città quasi tutte del Nord. Milano è settima con 97 superamenti. Reggio, che ne ha registrati 83, è diciassettesima e detiene il primato regionale alla pari con Modena e Piacenza.

In Emilia Romagna soltanto Forlì e Cesena sono rimaste al di sotto delle 35 giornate. Nello stesso anno a Reggio si sono contati 62 giorni con l'ozono al di sopra del limite, contro i 75 di Modena e Piacenza. Le condizioni atmosferiche non sono mutate nei primi 28 giorni del 2018, che vedono la nostra città appaiata a Parma e Rimini con 12 sforamenti delle pm10.

A Reggio la concentrazione di 50 microgrammi al metro cubo è stata oltrepassata nei giorni 1, 5, 6, 13, 15, 16, 20, 22, 24, 25, 26 e 27. A livello regionale, secondo i monitoraggi effettuati dall'Arpa, ci sorpassa soltanto Modena con 17 sforamenti, mentre Ravenna ne ha rilevati 9, Piacenza 8 come Ferrara e Forlì, Bologna 6 come Cesena.

La nostra città, però, detiene il poco invidiabile primato della punta massima di inquinamento, i 124 microgrammi al metro cubo misurati il giorno 26, venerdì scorso, in viale Timavo. La centralina che vi è collocata negli ultimi nove anni ha sempre oltrepassato i 35 sforamenti della normativa europea. Peraltro gli 83 superamenti del 2017 non sono un record.

Ce n'erano stati 93 nel 2012, 86 nel 2011 e 84 nel 2010. Dal 2013 si era verificato un abbassamento a 56 e poi a 50, 67 e 42 giornate, ma l'anno scorso le scarse precipitazioni hanno determinato una nuova impennata. (l.s.)
 

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