Gazzetta di Reggio

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San Giorgio resta in uso alla Diocesi

di Marco Costanzini
San Giorgio resta in uso alla Diocesi

La chiesa di proprietà del Comune concessa in modo gratuito per altri cinque anni: ospita le funzioni dei cattolici bizantini

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REGGIO EMILIA. L’antica chiesa di San Giorgio, di proprietà del Comune di Reggio Emilia, resterà alla Diocesi per altri cinque anni in concessione d’uso gratuita.

Lo stabilisce la nuova convenzione stipulata tra le parti, un rinnovo di quella già firmata a due anni dalla riapertura della chiesa di via Farini, il 19 giugno 2009, dopo più di un decennio necessario per gli interventi post-terremoto del 1996.

Fu proprio San Giorgio, costruita nel 1146 e rifatta ex novo dai Gesuiti nel 1638, uno degli edifici maggiormente danneggiati dall’evento sismico. Per i lavori di consolidamento e restauro, oggi terminati come si legge nel documento ufficiale, fu necessario un investimento di 1 milione 647mila euro. La chiesa è stata riaperta nel 2007 per una mostra nell’ambito di “Fotografia Europea” prima ancora che come luogo di culto.

La nuova convenzione quinquennale ha validità dal primo gennaio 2018 e “considera compreso e disciplinato anche il periodo di pregressa occupazione dal 19 giugno 2014”, quando era scaduta quella precedente.

Come già stabilito nel documento del 2009, la chiesa di San Giorgio dovrà continuare ad essere destinata al culto cattolico: la Diocesi la confermerà come “casa” della chiesa cattolica di rito bizantino, punto di riferimento ormai da anni per un gruppo nutrito di ucraini reggiani che in don Mykhaylo Khromyanchuk hanno la loro guida spirituale.

Nella convenzione si fa riferimento anche al lungo contenzioso con il Demanio, risolto a fine Ottoccento con il riconoscimento della proprietà della chiesa al Comune e dei beni mobili allo Stato. Anche questi ultimi sono stati affidati in custodia alla Diocesi, che dovrà garantirne la giusta conservazione. Alcune opere, dopo gli interventi di ristrutturazione effettuati, sono custodite nei Musei Civici di Reggio Emilia. Il Comune si impegnerà alla loro ricollocazione in accordo con la Soprintendenza per i beni culturali: si tratta di gran parte del patrimonio artistico di San Giorgio, a partire dalla cappelletta di destra con nicchia coperta da un dipinto ovale raffigurante il Sacro Cuore di Maria. Nei Musei Civici sono custodite anche le tele “La Madonna con il Bambino e i Santissimi Luigi e Stanislao Kotska”(1728) di Lucia Casalini Torelli, “Transito di S. Giuseppe” (1684) di Orazio Talami, “S. Anna, Maria bambina e S. Gioacchino appaiono a S. Cecilia e a S. Francesco di Sales” di G. Battista Faramonti (1743), “Estasi di S. Ignazio” di Agostino Ugolini (1755-1824), di due lunettoni con episodi della vita di Santa Cecilia di Maurizio Oliva (XVIII secolo), di stucchi settecenteschi nella terza cappella di sinistra, alternati a dipinti murali raffiguranti “Episodi della Passione” di Pietro Zinani (XVIII secolo), della tela ovale “S. Francesco Saverio in estasi” di Prospero Minghetti (1786-1853).

La Diocesi, stabilisce la convenzione, “si impegna a mantenere aperti al pubblico i locali della chiesa per almeno un congruo numero di ore al giorno, sia nei giorni feriali sia in quelli festivi. Parimenti il Comune, secondo modalità e tempi da concordarsi in ogni distinta occasione, potrà richiedere l’utilizzo di alcuni spazi della chiesa a favore di manifestazioni culturali gestite o patrocinate dal Comune medesimo (concerti, esposizioni, ecc.). Per lo svolgimento di manifestazioni culturali la Diocesi concederà al Comune i seguenti luoghi di culto: Santi Carlo e Agata, San Filippo, San Domenico”.

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