Cannabis introvabile, appello in Regione
La consigliera Zappaterra (Pd) presenta un’interrogazione: «I pazienti hanno il diritto di essere curati»
REGGIO EMILIA. “Aumentano le richieste ma in farmacia la cannabis è introvabile”. Così titolava la scorsa settimana la Gazzetta in seguito a una segnalazione di una lettrice e alla conferma del dottor Marco Ternelli, farmacista responsabile del laboratorio della Farmacia Dr. Ternelli di Bibbiano, dove quattro farmacisti lavorano costantemente per la preparazione di farmaci magistrali e officinali. «Il ministro della Salute – ci aveva detto il dottor Ternelli – non ne importa abbastanza».
Ieri, in assemblea regionale, dell’argomento si è parlato grazie alla consigliera del Pd Marcella Zappaterra che ha interrogato la giunta sul tema dei farmaci a base di cannabinoidi. Farmaci utili a migliorare le vite di chi soffre di patologie come la spasticità secondaria da Sclerosi Multipla e altre gravi malattie neurologiche come Sla e Morbo di Parkinson, la Sindrome di Gilles de la Tourette, la fibromialgia, l’epilessia o la terapia del dolore nel paziente oncologico.
«Ormai è scientificamente acclarata l’utilità di tali trattamenti a quei pazienti con particolari patologie – dice la consigliera –. Ciò nonostante vi è una forte difficoltà di reperimento di tali farmaci, a causa dell’inadeguatezza della produzione nazionale e di ulteriori problematiche recentemente insorte nell’importazione dall’estero. Per questo interrogo la Giunta regionale per sapere se, vista la drammatica situazione di molti pazienti, sia intenzionata a fare il punto con urgenza sulle effettive necessità a livello regionale, al fine di richiedere al Ministero un aggiornamento delle stime di richiesta di produzione e importazione di cannabis medica». In Italia, pur tra mille difficoltà e restrizioni, è possibile prescrivere farmaci a base di cannabinoidi. Esistono infatti numerose preparazioni a base di cannabis terapeutica, con diversi valori e rapporti fra i principi attivi, ognuna delle quali meglio si adatta ad una determinata patologia o ad un determinato paziente. «Nonostante però si sia avviata una produzione sperimentale all’Istituto Chimico Farmaceutico Militare di Firenze, il soddisfacimento della domanda nazionale di tali preparati farmaceutici al momento è garantito solo grazie alle importazioni di farmaci in particolare dall’Olanda e da un recente bando di fornitura all’Istituto di Firenze vinto da una azienda tedesco-canadese – spiega la consigliera –. Diversi pazienti già ad inizio estate hanno denunciato tramite una petizione on line, che ha raccolto 45.000 adesioni, che sono costretti ad attendere per giorni prodotti che non vengono dispensati con tempistiche adeguate». La consigliera si fa quindi portavoce di numerosi pazienti che nella nostra regione in questi mesi non hanno potuto esercitare il proprio diritto costituzionale alla cura a causa della carenza di medicinale. «La salute viene prima di tutto – conclude – per questo chiedo un intervento della Regione. La condizione fisica di questi pazienti non può essere compromessa dalle interruzioni della terapia causate dalla carenza dei farmaci regolarmente prescritti».
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