Crediti, in calo le richieste solo Reggio fa eccezione
Numerose le flessioni rilevate dal barometro Crif relativamente all’intero 2017 Nella nostra provincia viene segnalato un +0,2% rispetto all’anno precedente
REGGIO EMILIA. Dopo un 2016 che aveva fatto segnare una performance positiva, con una crescita pari a +5,1% rispetto all’anno precedente, la rilevazione di Crif relativa all’intero 2017 mostra un ripiegamento del numero di richieste di valutazione e rivalutazione dei crediti presentate dalle imprese italiane, che fanno complessivamente segnare un -2,5% rispetto al 2016. In Emilia-Romagna, nel 2017 il numero di richieste di valutazione e rivalutazione dei crediti da parte delle imprese ha subito una flessione pari a -5,3% rispetto al 2016, doppiando il dato rilevato a livello nazionale. Tuttavia, prendendo in considerazione il volume complessivo delle richieste, va sottolineato come la regione si posizioni al secondo posto nella classifica nazionale, come già anche nell’anno precedente, alle spalle della sola Lombardia.
A livello provinciale, si osserva un ridimensionamento generalizzato: l’unico segno positivo in regione, infatti, è rilevato nella provincia di Reggio Emilia, che supera leggermente il numero di richieste presentate nell’anno precedente (+0,2%). Parma e Piacenza registrano le flessioni più accentuate, con variazioni rispettivamente pari a -9,9% e -8,7%, mentre Bologna fa segnare un più contenuto -4,8%. La dinamica in atto va però interpretata tenendo conto della significativa contrazione delle richieste di rivalutazione dei vecchi rapporti di credito mentre, nel complesso, si registra una buona tenuta dei nuovi crediti richiesti dalle imprese seppur con differenze non trascurabili tra i diversi territori e settori.
Per quanto riguarda l’importo medio richiesto dalle imprese, invece, con 65.714 euro l’Emilia Romagna si colloca sotto la media nazionale (72.737 euro), con le singole province che mostrano valori alquanto eterogenei. L’importo medio più alto si registra a Bologna, con 88.357 euro, seguita da Ferrara, con 84.799 euro, mentre gli importi medi più contenuti sono stati rilevati nelle province di Piacenza (32.784 euro) e di Parma (41.229 euro). In mezzo Reggio Emilia (69.367 euro). Questa disomogeneità potrebbe derivare, oltre che dalla particolare struttura del tessuto imprenditoriale dei singoli territori, dall’accentuazione della tendenza a frazionare maggiormente le richieste di credito. Nel complesso, le dinamiche rilevate a livello di singoli territori potrebbero essere influenzate da molteplici fattori, che non sono stati oggetto di approfondimento nello studio.
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