Gli universitari? Il 35% usa i mezzi pubblici
Presentata da Unimore la ricerca sulla mobilità: i docenti preferiscono l’auto (61%), solo l’11% in bici
REGGIO EMILIA. Quando andiamo a scuola o al lavoro come ci muoviamo? Sono comodi i mezzi pubblici? È concreta l’idea della mobilità condivisa? L’elettrificazione risolverà tutti i problemi?
Ieri mattina, nell’aula magna dell’ateneo, un pool di studiosi e amministratori ha analizzato questi temi scaturiti da un’indagine svolta in ambito universitario con questionari sottoposti a docenti, amministratori e studenti. Ha aperto i lavori il rettore Angelo Andrisano, evidenziando l’attualità delle domande alla luce della crescita – in particolare a Reggio – del numero di iscritti, tanto che si è ormai arrivati a quasi 25.000 studenti cui vanno aggiunti altri 1.500 fra docenti, amministrativi e tecnici. Partendo dai pericoli di natura ambientale avvertiti anche nei piccoli centri urbani questi problemi sono dunque diventati materia di ricerca.
Il Gruppo di lavoro Mobilità delle Università per lo sviluppo sostenibile (36 i centri accademici italiani coinvolti) ha rilevato, ad esempio, che il personale di Unimore predilige l’auto propria per gli spostamenti casa-lavoro mentre gli studenti scelgono di più i mezzi pubblici e un quarto di loro si muove a piedi o in bici. La mobilità multimediale pone Unimore al secondo posto in Italia dopo l’ateneo di Ferrara.
Lo studio è basato su questionari consegnati a più riprese e con risposte differenziate in base alla stagionalità. D’inverno il 61% del personale del nostro ateneo usa l’auto, talvolta condivisa con altri; lo 0,2% opta per lo scooter e il 19,4% per i mezzi pubblici (più esattamente l’autobus il 4,2%, il treno il 15,2%). Infine l’11% va in bici e l’8% a piedi. D’estate l’uso dell’auto scende al 53% e sale al 20% il ricorso alla bicicletta. I mezzi pubblici – lamentano tutti – sono lenti per il traffico congestionato con criticità e sovraffollamenti nei momenti di punta.
E gli studenti? Il 41% predilige il mezzo proprio (il 15,7% lo condivide con altri), mentre il 35% ricorre a mezzi pubblici. Completa il quadro il 24% che si sposta a piedi o in bicicletta.
Alla lettura dei dati hanno affiancato preziosi contributi Raimondo Orsini dell’Osservatorio Sharing Mobility, Matteo Colleoni dell’Università Bicocca di Milano, Natalia Selini Hadjimitrou di Unimore, i cui interventi sono stati coordinati dalla prof. Grazia Ghermandi che ha ribadito come «docenti, dipendenti e allievi si siano dichiarati disponibili a cambiare se il trasporto pubblico diventa conveniente per tempi e costi».
Considerazioni finali affidate all’onorevole Paolo Gandolfi, che ha concordato sull’importanza di una più attenta disciplina della mobilità urbana, ma il tema non deve essere lasciato solo agli amministratori locali. Ha quindi suggerito agevolazioni (buoni mobilità) per chi usa mezzi pubblici perché chi si sposta in questo modo migliora la vita di tutti. (l.v.)
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