Gazzetta di Reggio

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IL SINDACO VECCHI 

«Reggio è quarta in Italia per la mobilità ciclabile»

REGGIO EMILIA. «La mobilità varia da una città all’altra e Reggio ha cominciato già da diverso tempo ad affrontare questo problema. Come ben sa l’onorevole Paolo Gandolfi che, prima dell’esperienza...

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REGGIO EMILIA. «La mobilità varia da una città all’altra e Reggio ha cominciato già da diverso tempo ad affrontare questo problema. Come ben sa l’onorevole Paolo Gandolfi che, prima dell’esperienza in Parlamento, è stato amministratore in città».

Dopo questo doveroso saluto all’ospite, il sindaco Luca Vecchi ha tracciato un profilo della situazione reggiana soffermandosi in particolare sui 230 chilometri di piste ciclabili di cui dispone che circondano il centro storico e sono indirizzate anche verso i centri periferici, compresi i 20 chilometri di green way. Ha quindi rinnovato l’impegno di chi gestisce la cosa pubblica in ambito locale e l’attenzione riservata ad affrontare un aspetto che non è solo di natura ambientale ma anche di carattere sociale. In effetti la ricerca presentata nell’aula magna di Unimore ha evidenziato che sull’uso più o meno accentuato delle auto incidono anche le condizioni economiche delle famiglie e, addirittura, il titolo di studio acquisito dai genitori degli studenti.

«La mobilità ciclabile – ha aggiunto Vecchi – è salita dal 16% al 24% e Reggio Emilia è quarta in Italia (la prima è Pesaro) per questa scelta che si abbina al progetto bicibus per bambini e genitori. Segnalo a proposito delle due ruote che, entro un paio di mesi, sarà approntato il progetto di bike sharing con 1.000 nuove biciclette condivisibili».

Il sindaco ha poi ricordato che, nella nostra città, ogni 100 abitanti ci sono 63 auto e ha ribadito lo sforzo compiuto per sostituire e rinnovare il 40% dei mezzi pubblici di trasporto in soli tre anni con il risultato di riuscire a trasportare 500 mila viaggiatori in più.

Come sarà Reggio fra un paio di decenni?

«Le città di medie dimensioni – ha concluso il sindaco Vecchi – faticano a trovare un giusto equilibrio fra costi e utilizzatori dei mezzi pubblici perché il prezzo del biglietto riesce a coprire solo il 20% degli oneri a carico delle aziende del settore. Bene ha fatto l’ateneo a porre sul tappeto questi problemi perché la soluzione complessiva può derivare solo da una correzione dei comportamenti collettivi e l’università rappresentata una massa critica con la quale si può fare cultura e la sensibilizzare le nuove generazioni». (l.v.)



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