Ricordato don Pasquino Borghi «Serve a difendere il futuro»
VILLA MINOZZO . Si è svolta domenica, in un clima di commozione, ma anche di orgoglio nel ricordare un uomo che ha lasciato una traccia profonda, l’annuale commemorazione alla storica figura di don...
VILLA MINOZZO . Si è svolta domenica, in un clima di commozione, ma anche di orgoglio nel ricordare un uomo che ha lasciato una traccia profonda, l’annuale commemorazione alla storica figura di don Pasquino Borghi, sacerdote di Tapignola fucilato al poligono di tiro a Reggio Emilia il 30 gennaio del 1944.
Proprio a Tapignola si sono svolte le celebrazioni alla presenza, oltre alle autorità religiose e civili, i parenti di don Pasquino.
Nell’omelia, monsignor Costi ha spiegato come «il passato arriva e ci perfeziona, mettendolo nel cuore, non dimenticandolo, e facendo sì che ci aiuti a migliorare. Troppe volte si guarda il male, mentre si chiudono gli occhi dinnanzi al bene».
Il sindaco di Villa Minozzo Luigi Fiocchi ha ricordato don Pasquino, e citato il fascismo come un «tumore di un popolo e distruttore di comunità. Andare in viaggio nei campi di concentramento significa toccare con mano, e vedere, l’orrore, seppur con gli occhi di chi non lo ha realmente vissuto, ma se ne avverte il riflesso. L’ideale della “difesa della razza”, detto da chi ha ucciso centinaia di persone solo perché diverse, non ha valore. Ha valore il passato, che insegna a vivere in maniera migliore, e chi non ricorda il passato avrà poco futuro».
Danilo Morini, presidente Alpi-Apc, ha ricordato don Borghi attraverso il decreto De Nicola che conferì la medaglia d’oro al parroco, e la lettera di perdono che la madre di don Borghi fece scrivere da monsignor Tondelli alla madre del sedicenne che fece parte del plotone d’esecuzione del figlio. Hanno concluso il vicepresidente Alpi-Apc Elio Ivo Sassi e poi Ezio Bonicelli, docente di musica presso l’istituto comprensivo, prima della rievocazione degli studenti, con una sorpresa quest’anno: gli studenti della secondaria e quelli della primaria insieme, che hanno accompagnano nei canti la cerimonia. Dopo la deposizione della corona sul cippo, la benedizione all’alabarda, a opera del “centro studi fiamme verdi”, è seguito il rinfresco regalato dagli abitanti del luogo. (l.t.)
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