Gazzetta di Reggio

Reggio

Si impicca per amore, salvato in extremis

Si impicca per amore, salvato in extremis

Un 40enne era già svenuto con la corda al collo: i carabinieri hanno fatto irruzione nel garage e gli hanno salvano la vita

2 MINUTI DI LETTURA





REGGIO EMILIA. Si è chiuso a chiave nel garage della sua abitazione inviando, prima di legarsi al collo la corda, un messaggio alla compagna informandola della decisione. Dopo aver tentato invano di aprire il portone, la donna ha quindi chiamato terrorizzata il 112 dei carabinieri. Sul posto si è precipitata una pattuglia dell’Arma e i militari, capito quanto stava succedendo, hanno sfondato la porta del garage trovando l’uomo svenuto a terra con il cappio che gli strozzava il collo.

Ancora pochi secondi e per lui non ci sarebbe stato più nulla da fare. Ma la tempestività dell’intervento dei carabinieri gli ha salvato la vita e le successive cure mediche del 118, allertato dagli stessi militari dopo che hanno allargato la corda, ha accertato che per lui non ci saranno gravi conseguenze fisiche.

Tutto è successo attorno alle 17 di domenica quando una pattuglia di carabinieri del nucleo radiomobile della compagnia di Reggio Emilia ha ricevuto l’allerta dalla centrale operativa: una donna ha appena chiesto aiuto perché il compagno sta per ammazzarsi.

La pattuglia, sirene accese, è dunque sfrecciata fino a un garage di una palazzina in zona Rosta Nuova. È qui che gli appuntati scelti Francesco Pepe e Gianluca Mariano, entrambi effettivi al nucleo radiomobile, arrivati sul posto hanno notato la donna che fra urla e pianti cercava disperatamente, senza riuscirci, di aprire la porta del garage bloccata dall’interno.

Dall’interno, nonostante le grida di appello della compagna, non proveniva più nessuna risposta. I carabinieri hanno quindi capito che non c’era più tempo da perdere: assieme, con sempre maggiore forza, hanno iniziato a prendere a spallate la porta riuscendo alla fine a sfondarla.

Entrati nel garage gli appuntati scelti hanno notato immediatamente l’uomo che, riverso a terra e con ancora la corda stretta al collo, non respirava più ed era svenuto.

I militari hanno quindi allentato in tutta fretta il cappio, consentendo al 40enne di riprendere fiato e conoscenza. Ancora pochi istanti, e sarebbe morto.

Una volta salvato, l’uomo è quindi stato affidato alle cure mediche dei sanitari inviati sul posto dal 118, che lo hanno portato in ospedale.

Ieri pomeriggio i due militari sono stati ricevuti dal comandante provinciale dei carabinieri, il colonnello Antonino Buda, che ha personalmente espresso il suo elogio ai due carabinieri che, con la loro condotta, hanno salvato una vita umana.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google