Gazzetta di Reggio

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Evade dai domiciliari, arrestato Matteo

di Ambra Prati
Evade dai domiciliari, arrestato Matteo

I carabinieri lo hanno visto a piedi in strada, si è giustificato dicendo che stava andando dalla vicina. Oggi la direttissima

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QUATTRO CASTELLA. È stato sorpreso da una pattuglia dei carabinieri mentre camminava lungo la strada . Una circostanza che è costata l’accusa di evasione a Matteo Montruccoli, di nuovo nei guai dopo essere stato coinvolto nelle indagini legate al delitto delle Forche di Puianello, che costò la vita al fratello Marco, 34 anni.

Lunedì scorso verso le 20 Montruccoli, che è ai domiciliari in un’abitazione a Banzola di Casina, è stato notato da una pattuglia dei carabinieri di Vezzano, che l’hanno fermato poco distante da casa. Montruccoli si è giustificato affermando di essere uscito perché la vicina di casa, influenzata, gli aveva preparato la cena e non poteva portargli il piatto.

Trovandosi però agli arresti domiciliari, è scattato l’arresto, comunicato al pubblico ministero di turno Giulia Stignani. E oggi in tribunale si svolgerà la direttissima.

Per giustificare la sua presenza sulla strada, Matteo Montruccoli ha ribadito ai carabinieri di trovarsi a 50 metri dalla sua abitazione per cause di forza maggiore.

L’episodio si è verificato, tra l’altro, in un momento delicato della vicenda giudiziaria di Matteo Montruccoli, in attesa del pronunciamento della Cassazione.

Il delitto delle Forche risale alla sera del 2 febbraio 2015, nell’abitazione in cui all’epoca viveva Matteo. Il quale, temendo l’incontro chiarificatore legato, a quanto pare, a questioni di droga con due albanesi, aveva chiamato “in rinforzo” il fratello Marco. Il chiarimento tra le parti finì con una carneficina: a rimanere a terra senza vita fu Marco, mentre Matteo restò gravemente ferito. I due albanesi fuggirono e si resero irreperibili. Due mesi dopo furono arrestati in Germania.

Dalle indagini partite quella sera hanno preso il via diverse vicende giudiziarie. Una per l’omicidio e il tentato omicidio delle Forche, che vede i due albanesi accusati anche di cessione di droga e furto di auto. L’altra per la cocaina e la marijuana (quasi tre chili di droga) trovati nell'abitazione di Matteo Montruccoli e in un box per cavalli, procedimento che ha coinvolto anche la sua ex fidanzata Silvia Raso.

Per il delitto delle Forche lo scorso maggio è arrivata la sentenza di primo grado: condanna a vent’anni per Fatmir Hykaj per l’assassinio di Marco, sei anni per Daniel Tufa per il tentato omicidio di Matteo.

Per entrambi è stata fissata la data del processo di secondo grado, che si terrà il 18 e 19 aprile alla prima sezione della Corte d’assiste d’Appello.

Matteo Montruccoli è invece in attesa del terzo e ultimo grado di giudizio per l’accusa di spaccio di cocaina e marijuana. Il 14 gennaio dell’anno scorso in Corte d’Appello la posizione dei due fidanzati si era alleggerita: Silvia Raso, in virtù della collaborazione, aveva visto la pena dimezzata, da 4 anni a 2 anni, 2 mesi e 20 giorni, mentre a Matteo era stato scontato un solo mese, rispetto ai 6 anni di reclusione decisi dal gup Antonella Pini Bentivoglio nel novembre 2015.

Ora, si attende il secondo grado del processo ai due albanesi. Una sentenza attesa dalla famiglia del giovane, che non ha mancato un’udienza di primo grado, portando ogni volta con sé la foto del giovane ucciso.

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