In stazione anche un centro turistico
Sant’Ilario: iniziati i lavori di riqualificazione del primo piano. Il sindaco: «Avranno spazio tutte le eccellenze del territorio»
SANT’ILARIO. Tutti d’accordo: al primo piano della stazione nascerà una sala di promozione storica, culturale e turistica della Val d’Enza, tra pannelli dedicati agli scavi archeologici di Tannetum e Matilde di Canossa.
È la novità del maxi-cantiere da 5,5 milioni di euro alla stazione di Sant’Ilario, unico Comune della provincia rientrato nelle cinque stazioni che saranno riqualificate nel 2018 in Emilia Romagna.
I lavori sono iniziati proprio in questi giorni: sono ben visibili ai pendolari le recinzioni e gli ingressi deviati per arrivare ai binari. «Nel polo culturale troverà spazio non solo Tannetum, che avrà una forte presenza, ma tutte le eccellenze del distretto – spiega il sindaco di Sant’Ilario, Marcello Moretti –. Rfi si è detta disponibile a cedere il primo piano dell’edificio in comodato d’uso; ci stiamo alleando con le associazioni locali per costruire un centro a vocazione di promozione del territorio. A me piacerebbe che questa fosse la porta della Val d’Enza. Questa sarà una fase successiva. Una volta finito il cantiere (durata prevista un anno, ndr), rientrerà nell’integrazione modale tra stazione e paese, sulla quale abbiamo costituito un gruppo di lavoro con docenti dell’Università di Parma con belle competenze. Nessun sindaco che mi ha preceduto ha avuto questa convergenza d’intenti».
Da parte sua, Rfi fa sapere che, nell’ambito della ristrutturazione dell’intero edificio (dal tetto agli infissi e all’interno), rimarranno «locali non più funzionali all’esercizio ferroviario. Poiché si libereranno spazi che altrimenti rimarrebbero vuoti, si sta ragionando con gli enti locali su come riutilizzarli, offrendo servizi aggiuntivi, di solito attività sociali o culturali».
Il Comune di Sant’Ilario ha espresso interesse e la formula sarà il comodato d’uso gratuito. «È una tipologia di accordo che stiamo adottando in tutta Italia. Una firma formale ancora non c’è perché occorrerà attendere la conclusione dei lavori per definire metratura e particolari, ma la volontà è indubbia», conferma Rfi.
Sulle critiche espresse da diversi santilariesi sui social network sul costo eccessivo della riqualificazione, Rfi, che ci mette i fondi e il progetto “chiavi in mano”, replica: «Gli investimenti di questo tipo sono stati formulati per migliorare in prima battuta l’accessibilità e l’abbattimento delle barriere architettoniche: in stazioni nate un secolo fa, con standard vetusti, significa innalzare i marciapiedi, ascensori, percorsi tattili a terra. In seconda battuta, l’obiettivo è migliorare la funzionalità: manutenzione straordinaria, impianti, edifici, sottopassi, servizi igienici, sale d’attesa, illuminazione. E, terzo punto, l’integrazione modale per collegare la stazione al circondario e renderla attrattiva».
Non converrebbe, dal punto di vista economico, abbattere e ricostruire?
«Proprio no – assicura Rfi –. Spesso le stazioni sono vincolate dalla Sovrintendenza e, in ogni caso, la politica è valorizzare l’esistente. A Sant’Ilario il restyling sarà molto forte perché si metterà mano all’intero fabbricato». (am.p)
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