Incendio nel cantiere delle ville a Canali
Misterioso rogo alle 3 in via Ruggero da Vezzano: non si esclude il dolo. Indaga la questura: polizia scientifica sul posto
REGGIO EMILIA. C’è l’ipotesi del dolo tra quelle seguite nelle indagini scattate ieri mattina all’alba in seguito all’incendio che ha divorato un furgoncino all’interno di un cantiere edile a Canali. Il rogo è scoppiato verso le 3 del mattino in via Ruggero da Vezzano, la lunga strada di campagna dove stanno trovando posto le case dei sogni dei reggiani che vogliono vivere a metà strada tra il centro città e la prima collina. Un luogo ideale, oggetto di un intenso risiko immobiliare destinato ai compratori più danarosi, al centro del quale si innesta il cantiere dove è scoppiato l’incendio per cause in via di accertamento. Ad essere divorato dalle fiamme è stato un furgoncino parcheggiato nel cortile antistante la due villette ancora in costruzione.
I vigili del fuoco sono accorsi per spegnere le fiamme che avevano avvolto il veicolo. Una volta domate, è stata allertata la questura che ha avviato poco dopo le indagini, affidate agli agenti della squadra mobile, trattandosi di un incendio in un cantiere edile, considerato un reato spia con eventuale segnalazione all’antimafia di Bologna. L’informativa è stata consegnata alla procura, contenente le rilevazioni affidate alla polizia scientifica che ha operato sul posto per cercare dettagli in grado di svelare la natura dell’incendio.
Secondo una prima ricostruzione e le persone sentite sul posto, l’innesco potrebbe essere casuale. Le fiamme giudicate sospette sarebbero partite a causa di una stufa elettrica rimasta accesa nello sgabuzzino a pochi metri dal furgone, che perdeva gasolio e sotto il quale c’era un cavo di alimentazione appoggiato a terra ma presumibilmente danneggiato dal passaggio dei mezzi e che, una volta surriscaldatosi, avrebbe innescato l’incendio. Insomma, un incidente su cui, però, non c’è certezza alcuna, come confermato dalla questura, che lascia aperta ogni ipotesi al momento. Nel cantiere è al lavoro l’impresa edile di Emilio Caccia, 72 anni. La questura ha sentito il figlio di Caccia così come il meccanico del furgone per accertare il guasto al serbatoio, che è stato confermato.
Sul posto sembra che non siano stati ritrovati altri reperti. Una volta terminato il lavoro della scientifica, il cantiere è rimasto aperto e il furgone è stato lasciato nella disponibilità dei proprietari.
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