«Nessuna sfida tra me e Delrio»
Tutino: «Perché dovrei essere eletto? I miei valori non sono più nell’agenda Pd»
REGGIO EMILIA. Perché un elettore reggiano in un collegio dove è candidato l’ex sindaco e attuale ministro Graziano Delrio dovrebbe votare per Mirko Tutino ?
«Credo – è la risposta di Tutino – che un elettore di sinistra e di centro sinistra di questo territorio con me abbia la possibilità di scegliere un candidato che si è misurato sull’esperienza di governo senza perdere una radicalità nei valori politici. Mai allearsi con la destra in tutte le sue forme è la scelta di Liberi e Uguali».
Intende anche con Casini e Lorenzin in coalizione col Pd ?
«Certo, sono parte della destra e questo territorio ha una tradizione politica che si traduce nel riconoscere i diritti alle persone. Siamo stati i primi a mettesse la città pubblica e i servizi al centro della nostra azione e gran parte di questi valori non sono nell’agenda del Pd».
Pensavo volesse dire che Delrio è colui che ha voluto Iren.
«Non credo si debba pensare a uno scontro tra un amministratore in carica e uno che ha smesso di farlo. Se vogliamo parlare di Iren, ragionerei su come una politica nazionale può influire su questi processi. Se oggi la legge porta i comuni a quotare le aziende partecipate in borse e a trasformarle in mastodontici colossi sovra territoriali, noi dobbiamo invertire il processo. Questo è il tema, non è tanto le scelte che ha fatto il candidato del Pd».
Che si chiama Graziano Delrio, anche se lei non lo cita mai.
«Direi la stessa cosa per chiunque altro candidato».
Intanto la società per la gestione del servizio idrico a Reggio segna il passo.
«Ho sempre detto che il modello migliore è un’azienda pubblica per la gestione dell’acqua e vorrei una normativa nazionale che dica che le gare si fanno solo quando un’azienda pubblica non può stare in piedi. Oggi è l’esatto opposto».
Nel caso lei sia eletto quale sarebbe il primo atto in Parlamento ?
«Una proposta di legge per il bacino padano. I blocchi alle auto e le limitazioni non bastano. Bisogna lavorare sul trasporto di persone e merci e sui poli inquinanti che possono produrre emissioni dannose. Occorre individuare esperti che studino dei piani di conversione dei processi produttivi cercando risorse europee. È possibile utilizzare i 16 miliardi destinati alle aziende a grande impatto ambientale e colpire i mezzi di trasporto più inquinanti e multinazionali come Amazon».
L’ultimo parlamentare reggiano che si è occupato di ambiente non è stato premiato…
«Perché l’ha fatto nel partito sbagliato».
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