Reggio Emilia, traffico di droga e prostituzione: 50 arresti in tutto il Nord Italia, nei guai due reggiani
Sono tre le operazioni, condotte dalle squadre mobili di Milano, Bologna e Lecco, che hanno portato ad una cinquantina di arresti. Coinvolta anche una coppia di Castellarano
REGGIO EMILIA. La Polizia ha eseguito una serie di operazioni antidroga in diverse città del nord Italia nei confronti di diversi soggetti accusati di traffico di droga e sfruttamento della prostituzione.
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Complessivamente sono tre le operazioni, condotte dalle squadre mobili di Milano, Bologna e Lecco, che hanno portato ad una cinquantina di arresti. In corso anche una serie di perquisizioni in una decina di città. Poco meno della metà degli arresti, 21, sono stati eseguiti a Bologna, dove la polizia ha sgominato due diverse organizzazioni costituite da marocchini e albanesi che gestivano il traffico di cocaina e hashish. La droga, importata dal Marocco, veniva distribuita in Emilia Romagna e nel Lazio.
Due misure riguardano anche la nostra provincia. Sono finiti nei guai infatti una coppia albanese di Castellararo. L'uomo, un pizzaiolo, è in carcere mentre la donna ha l'obbligo di dimora.
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L’operazione, denominata «Rexton», condotta dagli investigatori della sezione antidroga della squadra mobile di
Bologna e coordinata dalla Direzione centrale antidroga e dal Servizio centrale operativo della Polizia di Stato, ha consentito di ricostruire le rotte del narcotraffico dal nord Africa, con trafficanti che hanno curato nei minimi dettagli l’importazione dello stupefacente.
La droga arrivava dal Marocco tramite corrieri e poi veniva trasportata o a bordo di camion via terra attraverso la Spagna. In un’occasione gli investigatori della squadra mobile di Bologna sono riusciti a sequestrare un carico di una tonnellata di hashish destinato al mercato del nord Italia.
Collaudato e particolare il modo di comunicare tra i vari anelli della catena di distribuzione della droga che utilizzavano, ha ricostruito la polizia, un linguaggio criptato poi decifrato dagli investigatori nel corso dell’indagine. Gli appuntamenti venivano fissati nel corso di incontri e poche e veloci erano le comunicazioni per telefono.
Le 21 ordinanze di custodia cautelare in corso di esecuzione da questa mattina sono state emesse dal gip di Bologna, Alberto Gamberini, su richiesta dei sostituti procuratori della Dda felsinea, Roberto Ceroni e Francesco Caleca.
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