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Sulla scheda al massimo due segni

Sulla scheda al massimo due segni

Tutto ciò che c’è da sapere per esprimere il voto secondo quanto previsto dalla nuova legge elettorale

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REGGIO EMILIA. Il meccanismo non è semplice. E per questo l’indicazione che i partiti stanno dando agli iscritti è di votare solo il simbolo. Due schede, una per Camera e una per Senato, nelle quali i reggiani sono chiamati a eleggere 10 deputati (2 con l’uninominale e 8 con il plurinominale) e 8 senatori (2 con l’uninominale e 6 con il plurinominale). La nuova legge elettorale è un sistema misto di maggioritario e proporzionale. Il maggioritario corrisponde all’uninominale, il proporzionale al plurinominale. Nell’uninominale, ciascun partito senza coalizione e ciascuna coalizione presentano in ogni collegio un unico candidato: il candidato che prende più voti vince. Più complicato il plurinominale, dove ciascun partito – anche se in coalizione – presenta una lista di massimo 4 candidati. A ciascuna lista corrisponde anche l’unico candidato dell’uninominale. Sulla scheda si possono fare al massimo due segni. Si può votare il candidato all’uninominale e/o il simbolo del partito al plurinominale. Non esiste il voto disgiunto. Quindi si può votare con due segni solo se, oltre all’uninominale, si dà il proprio voto anche ad una lista della coalizione a sostegno dello stesso candidato uninominale votato. In caso contrario, il voto potrebbe essere non valido. Anche se nei listini plurinominali ci sono i nomi dei candidati, la legge non contempla preferenze. Se si mette il segno sul nome di un candidato del listino, si rischia di invalidare la scheda. Se si sceglie di votare solo il partito del plurinominale – senza mettere il segno anche sul candidato uninominale – il voto è esteso anche allo stesso candidato del corrispondente uninominale. Se invece si mette il segno solo sul candidato dell’uninominale, il voto sarà distribuito a tutti i listini che lo appoggiano in proporzione ai voti ottenuti dai listini stessi. I candidati del plurinominale sono eletti con metodo proporzionale sulla base della loro posizione nelle liste, al netto delle soglie di sbarramento previste. In caso di elezione in più collegi, il candidato viene considerato eletto nell’uninominale o nel proporzionale dove la sua lista ha ottenuto la percentuale minore di voti.

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