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Un mangimificio da 120 milioni di fatturato

Un mangimificio da 120 milioni di fatturato

Il gruppo G.I.Ma. con sede a Rubiera e 120 dipendenti mira a chiudere l’anno con una crescita del 4%

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RUBIERA. Il gruppo G.I.Ma., leader nella produzione di mangimi di alta qualità nel mercato libero, ha fatto della sicurezza e della qualità dell’alimentazione delle mucche il suo obiettivo prioritario, portando il proprio fatturato a 120 milioni di euro, di cui il 75% è dovuto alla vendita di mangimi destinati all’alimentazione degli animali da cui derivano i prodotti di largo consumo maggiormente apprezzati dai consumatori del mondo (prosciutti, formaggi e latte).

L’azienda con 120 dipendenti prevede di chiudere il 2017 con una crescita del 4% superando i 125 milioni di euro. Uno dei core business del Gruppo è la produzione e commercializzazione di mangimi per bovini. L’attenzione di G.I.Ma. si è rivolta in particolare a quello che è il momento più delicato della vita di una mucca, cioè il parto. Il parto e il postparto sono periodi molto difficili per le bovine da latte. Spesso si ammalano e sono soggette a patologie classiche di questa fase di allattamento. Patologie come febbre e ingrossamento del fegato che, se prevenute, azzerano l’utilizzo degli antibiotici. G.I.Ma. ha creato un mangime che non fa ammalare gli animali e fa risparmiare ingenti cifre all’allevatore. Al momento questa novità assoluta, frutto della ricerca, è richiesta da oltre 2 mila allevatori che alimentano oltre 200 mila vacche all’anno, raggiungendo un fabbisogno pari a 1,7 milioni di quintali. Il 70% dei mangimi prodotti è destinato alle vacche il cui latte viene impiegato nella produzione di Formaggi Dop, un settore che solo in Italia sviluppa un fatturato di oltre 1,5 miliardi di euro, con un export che raggiunge i 2,8 miliardi. Di questi, i più venduti e consumati al mondo sono il Parmigiano Reggiano e il Grana Padano, che vantano un giro d’affari di circa 5 miliardi di euro. Il restante 30% è destinato ad alimentare animali per la produzione di altre eccellenze del made in Italy, quali ad esempio il Prosciutto di Parma, che raggiunge un giro d’affarti pari a circa 1,5 miliardi di euro.

Una sana alimentazione dei bovini contribuisce a ridurre sensibilmente il costo sanitario degli Stati. In Italia, ogni anno, vengono spesi circa 6 miliardi di euro per fronteggiare i problemi che nascono dalla nutrizione.



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