«Ho commesso una leggerezza» Montruccoli resta ai domiciliari
Quattro Castella: il giudice non convalida il fermo del 42enne già nei guai per possesso di droga «Lunedì la vicina che mi porta i pasti era influenzata, così sono uscito di casa per andarle incontro»
QUATTRO CASTELLA. «Sono stato io a fermare i carabinieri, non il contrario. Sono stanco di sentirmi in colpa per tanti casini».
Con queste parole, piene di sofferenza personale, Matteo Montruccoli, 42 anni, ha chiarito l’episodio dell’evasione dagli arresti domiciliari, risoltasi ieri in tribunale con la mancata convalida del fermo e una semplice segnalazione al giudice di sorveglianza a causa dalla «tenuità del fatto», come ha riconosciuto il giudice monocratico Sarah Iusto.
Ben altri passaggi attendono Montruccoli, diventato suo malgrado personaggio pubblico dopo il delitto delle Forche di Puianello del 2 febbraio 2015, che costò la vita al fratello Marco, 34 anni. Per quell’omicidio, in primo grado sono stati condannati due albanesi, Fatmir Hykaj a vent’anni per l’uccisione di Marco, e Daniel Tufa a sei anni per il tentato omicidio di Matteo.
Tra due giorni – ha sottolineato l’avvocato difensore Marco Fornaciari – Matteo avrà scontato tre dei cinque anni e 11 mesi della pena comminata in secondo grado per spaccio di cocaina e marijuana (quasi tre chili), droga ritenuta correlata al regolamento di conti sfociato nel delitto. E a breve, il 13 febbraio, la Cassazione pronuncerà il terzo e definitivo grado di giudizio proprio sulla vicenda. Tra l’altro, la segnalazione all’autorità di sorveglianza non arriverà in tempo e non potrà influenzarne l’esito. Lunedì scorso alle 20 Montruccoli era stato visto correre da una pattuglia dei carabinieri di Vezzano lungo via Paullo Banzola, frazione di Casina. Da qui l’accusa di evasione. In aula Montruccoli, rispondendo alle domande, ha chiarito che dall’agosto scorso vive solo in quella casa isolata, con uscite autorizzate (ai soli Comuni di Casina e Vezzano) per andare al lavoro, «in un maneggio dove gestisco una scuola western e porto le persone a passeggiare a cavallo – ha detto Matteo –. Maneggio che va così così».
L’unica ad aiutarlo è una vicina che gli porta ogni giorno le sigarette e pasti pronti. Secondo Montruccoli, lunedì la conoscente era influenzata e gli ha chiesto di andarle incontro sulla strada. «Ho risposto di sì: sono stato ingenuo, ho commesso una leggerezza».
Lungo la strada («ero ad appena 50 metri da casa»), Matteo ha incrociato i carabinieri. «Temevo che cercassero me, o che mi chiedessero i documenti, così mi sono fatto avanti io. E poi è finita peggio».
Montruccoli resta ai domiciliari, anche se questo non lo esime dall’udienza per evasione, rinviata all’8 marzo.
Ambra Prati
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
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