Gazzetta di Reggio

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Il Comune contro il dipendente infedele

di Ambra Prati
Il Comune contro il dipendente infedele

L’amministrazione sarà parte civile nel processo a carico di un ex messo notificatore assenteista e dal doppio lavoro

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REGGIO EMILIA. Il Comune di Reggio Emilia si costituirà parte civile per chiedere i danni nei due filoni del processo, attualmente pendenti, a carico del messo notificatore 56enne, residente a Puianello, che svolgeva un “doppio lavoro”. Non solo un furbetto della timbratura facile, poiché il dipendente è accusato anche di una sfilza di reati quali truffa aggravata, peculato d’uso e falsità ideologica. Il licenziamento in tronco per giusta causa – in quanto qualsiasi attività extra dei dipendenti della pubblica amministrazione deve essere autorizzata – era avvenuto il 17 giugno 2015.

Nel febbraio di quell’anno all’ufficio anagrafe era giunta una segnalazione anonima che aveva dato il via ad un’indagine iniziata poco dopo e svolta dalla polizia municipale. Nel corso di 13 giorni di appostamento e pedinamento in borghese, gli agenti avevano accertato che il messo, in orario di lavoro, andava a fare la spesa o svolgeva incombenze personali (come recarsi in banca, dal sindacato, alle Poste o all’Inps). Poi andava a casa, ci restava qualche ora, e nel pomeriggio lavorava in nero presso un gommista della città. Una vita parallela, documentata con foto e video che sono agli atti, nonostante dal cartellino risultasse al lavoro in municipio.

Questi comportamenti hanno portato a una serie di contestazioni pesanti: la truffa aggravata ai danni del Comune, per aver svolto attività personali durante l’orario di lavoro con l’auto di servizio; il peculato d’uso, per aver usato la Fiat Panda dell’ufficio notifiche a fini personali; la falsità ideologica, per aver attestato la propria presenza in servizio e ottenere un’ingiusta remunerazione.

La polizia municipale ha segnalato la vicenda anche alla Procura, alla Direzione provinciale del lavoro (che a sua volta aveva ricevuto la stessa missiva anonima spedita al Comune) e alla guardia di finanza, perché il messo si faceva ovviamente pagare in nero. Ora il Comune, che già nell’udienza preliminare risultava parte offesa, ha deliberato sul caso, decidendo di costituirsi parte civile nei due procedimenti – uno penale, l’altro davanti al Giudice del lavoro – a carico del 56enne.

Nel verbale della seduta del 25 gennaio scorso, la giunta comunale «ha ritenuto opportuno costituirsi parte civile al fine di ottenere il risarcimento di tutti i danni subiti, conferendo tale mandato all’avvocato Francesca Ghirri del servizio legale, incaricata di rappresentare il Comune» sia nel procedimento penale che ha disposto il rinvio a giudizio dell’imputato (per questo filone l’udienza preliminare è fissata per il 21 febbraio), sia nel contenzioso sul licenziamento per giusta causa davanti al Giudice del lavoro di Reggio.

La delibera ricorda che, secondo l’esito dell’indagine, il dipendente in questione «svolgeva illegittimamente un’attività lavorativa esterna non autorizzata a favore di terzi, avente carattere di continuità e abitualità, attestava falsamente la presenza in servizio e utilizzava i mezzi dell’amministrazione per svolgere, in orario di lavoro, attività personali non connesse ai propri compiti di servizio».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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