Miscoso, contenti a metà «Ci sentiamo ancora soli»
Ventasso: gli abitanti della frazione rimasti più di un mese isolati per la frana «Bene la strada riaperta, ma sembra che i paesi come il nostro contino poco»
VENTASSO. «L’emergenza è passata, ma ora cosa accadrà? Si vuole mantenere davvero viva la montagna?» La soddisfazione per la riapertura della strada si miscela all’amarezza per il “senso di abbandono”, nelle parole degli abitanti di Miscoso. Ieri la strada provinciale 15 è stata riaperta ufficialmente, dopo 50 giorni di chiusura a causa di una grande frana poco prima dell’abitato di Miscoso, nell’alto Ramisetano, ultimo paese reggiano prima del passo del Lagastrello e del confine con Parma e Massa. Dopo un intervento d’urgenza da circa mezzo milione di euro, il collegamento è stato ripristinato, a senso unico alternato, dopo un periodo in cui l’unico modo per raggiungere Miscoso era affrontare il lunghissimo giro toccando il Parmense e la Toscana. In questo periodo gli abitanti di Miscoso – i pochi residenti fissi e i tanti che lì mantengono case e parenti, spesso anziani – hanno espresso il loro malcontento per l’iniziale senso di abbandono e per le risposte «non proprio uguali per interesse e attenzione da parte di amministratori ed enti».
«Siamo ovviamente contenti che la strada sia stata riaperta, in questo mese e mezzo però non tutti ci hanno mostrato molta cura e attenzione, e un po’ di amarezza rimane. E comunque la partita è ancora aperta: una soluzione provvisoria c’è, ma ora quanto si dovrà attendere per riavere la strada aperta completamente, senza senso unico e limitazioni?», si chiedono.
«Ringraziamo certamente chi ci ha mostrato vicinanza, con le parole e con i fatti, non nascondiamo che un po’ di amarezza rimane. Capiamo di essere un piccolo paesino da 20 abitanti, ma ci siamo anche noi, abbiamo il diritto di esistere, crediamo».
Nelle prime settimane tanti servizi, dalla posta al ritiro di rifiuti, sono stati bloccati prima del progressivo ripristino, e le due realtà produttive presenti – un ristorante e un’impresa agricola – hanno dovuto fronteggiare parecchi disagi sotto forma di prenotazioni cancellate e di lunghi giri necessari ad effettuare consegne e forniture.
«Siamo davvero felici perché la strada è riaperta e il paese è collegato. Per i tanti anziani presenti vuol dire anche una garanzia in più, ma il tema rimane. Si parla sempre di far vivere la montagna, ma cosa si fa concretamente? E cosa si intende per montagna, e anche per le zone come le nostre? I problemi idrogeologici di questi anni sono figli della scarsa cura del territorio, questo di certo non lo scordiamo». (adr.ar.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
