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Sant'Ilario: aggredirono e rapinarono barista, un arresto e un obbligo di firma

Sant'Ilario: aggredirono e rapinarono barista, un arresto e un obbligo di firma

Nella notte del 17 novembre, con l'aiuto di due giovani complici, un 23enne reggiano e un 20enne di Vignola (Modena) avevano picchiato Raffaele Bertani per rubare 10 euro

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SANT'ILARIO. Un arresto e un obbligo di firma per la brutale rapina commessa nella notte del 17 novembre scorso ai danni del 37enne Raffaele Bertani, titolare del bar "Tazza d'Oro" a Sant'Ilario: sono questi i provvedimenti chiesti e ottenuti dalla Procura reggiana per un 20enne di Reggio Emilia e il complice 23enne di Vignola (Modena).
 
L'aggressione a scopo di rapina si era verificata poco dopo le 2,30 del 17 novembre: era stato proprio il barista a chiamare il 112. I carabinieri di Sant'Ilario avevano subito garantito i soccorsi a Bertani,  che aveva il volto tumefatto e insanguinato. Era stato ricoverato con una prima prognosi di 40 giorni per importanti fratture facciali e il sospetto perforamento della trachea. 
 
Le indagini dei carabinieri, supportate dai filmati della videosorveglianza che avevano ripreso il violento pestaggio, avevano portato nelle ore successive sia all’identificazione degli autori materiali della rapina, un 20enne abitante nel reggiano e un 23enne domiciliato nel modenese, sia delle due complici, una minorenne e la 20enne che aveva guidato l’auto assicurando la fuga alla banda. I quattro erano stati denunciati per concorso in rapina aggravata e lesioni personali gravissime. 
 
La Procura reggiana ha chiesto ed ottenuto nei confronti degli autori materiali della rapina i relativi provvedimenti cautelari, eseguiti ieri dai carabinieri di Sant’Ilario: arrestato il 20enne reggiano e sottoposto all’obbligo di presentazione quotidiana ai carabinieri il complice 23enne di Vignola. 
 
Secondo la ricostruzione investigativa operata dai carabinieri di Sant’Ilario d’Enza il barista aveva accolto nel una ragazza che voleva bere qualcosa e, vista l'ora tarda, aveva chiuso a chiave la porta d'ingresso. Pochi minuti dopo l’ingresso della giovane, sentendo bussare, Bertani aveva aperto la porta ritrovandosi davanti due sconosciuti con il volto travisato. A quel punto il barista era stato raggiunto da calci e soprattutto pugni, finendo a terra tramortito.  
 
I due aggressori erano usciti dal bar dopo aver rubato il registratore di cassa e insieme a loro era fuggita anche la ragazza, poi risultata essere loro complice. I tre, quindi, erano saliti assieme suun’utilitaria che li attendeva poco lontano, condotta da un’altra donna, con la quale si erano dileguati. Riusciti a identificare la ragazza che si trovava nel bar prima dell’aggressione, una minorenne, i carabinieri di Sant’Ilario hanno stretto la cerchia riuscendo a risalire a tutti i componenti della banda, nei cui confronti sono stati acquisiti incontrovertibili elementi di responsabilità. 
 
Il cassetto del registratore di cassa, al cui interno c'era una decina di euro, grazie alle prime parziali ammissioni degli autori del colpo era stato ritrovato abbandonato su una strada provinciale, completamente distrutto e con all’interno pochi centesimi. Secondo quanto emerso dalle indagini il piano dei 4 doveva vedere la ragazza distrarre il barista, con il quale si era intrattenuta a bere, e i complici prendere i soldi della cassa. La chiusura della porta d'ingresso del bar ha scombinato i loro piani, dando origine alla brutale rapina.

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