Derubata tre volte mentre lavora
Vittima Ines Paterlini, presidente di “Noi con Voi” a Cavriago: «Provo amarezza»
CAVRIAGO. «Più che essere arrabbiata, provo un senso di profonda amarezza». Misura le parole, Ines Paterlini, ma non nasconde il grande sconforto: lei, che da anni dedica tempo e anima al volontariato nell’associazione “Noi con Voi”, negli ultimi giorni è costretta a guardarsi sempre attorno proprio mentre presta il suo impegno a servizio degli altri.
Venerdì scorso il furto del telefono cellulare, che già le era stato rubato sei mesi fa, mercoledì quello della borsetta. Episodi accaduti sempre all’interno della sede di “Noi con Voi”, in via Aspromonte a Cavriago, associazione di cui Ines è presidente e che si occupa dell’assistenza delle persone più bisognose, organizzando un servizio di trasporto gratuito.
«Ormai – prosegue Ines nel suo sfogo – non si può più essere tranquilli, non ci si può più fidare a lasciare qualcosa di incustodito, pensando che nessuno lo tocchi. Il mio ufficio non è in una stanza chiusa: si trova in un corridoio aperto, accessibile da una scala esterna e da una interna, e nella stessa struttura ci sono tanti servizi, per cui è difficile controllare chi entra e chi esce. Per spostarmi da un piano all’altro, visto che sono sulla sedia a rotelle, posso solo prendere l’ascensore. Così ho fatto anche mercoledì mattina, per poi tornare nel mio ufficio e vedere che la borsa era sparita. Era già capitato venerdì scorso, quando mi è stato rubato il cellulare: da quel momento avevo capito di non potermi più fidare, che probabilmente qualcuno controllava i miei spostamenti. Ora tengo il telefono sempre al collo».
La borsa di Ines Paterlini è stata ritrovata dal marito in un bagno della struttura, aperta e senza i 60 euro in contanti che la donna aveva nel portafoglio: «Rispetto alla rabbia per i soldi rubati – conclude Ines – prevale l’amarezza. Essere da 14 anni lì dentro e aver subito tre furti negli ultimi sei mesi fa venire tante domande su cosa sia diventata la vita quotidiana al giorno d’oggi. Non si può nemmeno più lavorare e fare volontariato in tranquillità, bisogna avere mille occhi e non fidarsi. Ho già avvisato il maresciallo dei carabinieri, ora scriverò al Comune per chiedere urgentemente l’installazione di una telecamera». (m.c.)
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