Dopo il tentato omicidio, a giudizio per le violenze
Reggio Emilia: pugni, minacce di morte e mazza da baseball contro la compagna e il figlio di lei. Già in cella per le coltellate al 17enne, dominicano 40enne di nuovo a processo
REGGIO EMILIA. Dopo aver patteggiato quattro anni di reclusione per il tentato omicidio del figlio della compagna, ora un dominicano 40enne residente in città è stato rinviato a giudizio dal gup Giovanni Ghini per il reato di maltrattamenti in famiglia nei confronti della stessa donna.
Il 20 dicembre 2014 l’uomo si era fatto trovare alle 7 del mattino davanti alla casa della compagna: con lei e i suoi figli presto sarebbero dovuti andare a convivere. Ma il rapporto tra i due, fatto di alti e bassi, era ormai diventato turbolento e quell’incontro si trasformò in una violenta lite, fino a quelle dieci coltellate alla schiena e al torace del 17enne, che era ancora a letto.
Coltellate inferte con un coltellino svizzero che, secondo una perizia medico legale, potevano essere letali. Il 40enne era poi fuggito, rendendosi irreperibile per dieci giorni, salvo poi costituirsi il 30 dicembre.
Da allora il 40enne non è più uscito dal carcere, né prima né dopo il patteggiamento per tentato omicidio, concordato il 29 maggio 2015 dall’avvocato difensore Federico De Belvis.
Nel frattempo si procede pure per maltrattamenti in famiglia. Si tratta di diversi episodi di violenza, avvenuti tra l’ottobre 2012 e il gennaio 2013: una serie di condotte, nei confronti della sola compagna, antecedenti all’accoltellamento del figlio. In un episodio, recita il capo d’imputazione, urlava in faccia alla compagna «sia offese sia minacce, le puntava contro un coltello ripetendo la frase “ti ammazzo”».
In un altro frangente, ubriaco, feriva la donna ad una gamba con un coltellino a serramanico. In un altro diverbio, sorto perché il minore non andava a scuola, il 40enne «prendeva in mano una mazza da baseball e la mostrava al ragazzo per intimorirlo, poggiandola con forza sul petto della compagna che si frapponeva tra i due».
In un’altra lite, il 40enne «metteva le mani alla gola della donna, le sferrava un pugno in volto minacciandola di morte e urlava al figlio minore frasi del tenore “sei un nullafacente, un mantenuto, un figlio di p...”».
Insomma una quotidianità d’inferno, secondo i racconti di madre e figlio.
Da qui l’accusa di maltrattamenti in famiglia (con l’aggravante di averli commessi in presenza e in danno di un minore), accusa della quale il 40enne risponderà in un processo fissato per il 2 ottobre 2018.
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