Reggio Emilia: ponti di Calatrava, opere d’arte assediate da buio e ruggine
Nel 2015 realizzato un piano di manutenzione ma non è ancora operativo. Il Comune: «A breve interverremo»
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REGGIO EMILIA. Le nuove luci sono in dirittura d’arrivo: 1.700 corpi illuminanti con tecnologia a led, che quando saranno in funzione consentiranno un risparmio energetico del 50%. Ma, una volta installati, oltre ad illuminare la suggestiva campata da 221 metri di lunghezza, metteranno in risalto anche in notturna la ruggine che sta divorando i parapetti metallici interni delle ciclopedonali, che a poco più di dieci anni di distanza dall’inaugurazione hanno perso il bianco originario per lasciare spazio all’avanzata di processi di ossidazione.
È questa la condizione in cui da almeno un anno versa il ponte di Calatrava, aperto al traffico nell’ottobre 2007, che scavalcando l’A1 annuncia agli automobilisti in transito l’uscita del casello di Reggio. Nessun problema di stabilità, ovviamente. Piuttosto un problema di degrado, di fronte a un simbolo reggiano che visto da vicino smarrisce la suggestione per cui era stato ideato.
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A novembre 2015, il Comune aveva elaborato un progetto esecutivo di manutenzione dei ponti per una cifra pari a 46mila euro, prevedendo anche interventi di sistemazione degli elementi metallici. Nel dicembre successivo, nell’ambito dello stesso progetto aveva inoltre conferito un incarico allo studio Seteco Ingegneria Srl di Genova, che per circa 22mila euro aveva il compito di elaborare un piano operativo di programmazione delle attività di verifica e di manutenzione: un incarico che ha prodotto un corposo documento di qualche centinaio di pagine, rimasto solo sulla carta e chiuso in qualche cassetto del Comune.
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«Lo studio era stato realizzato per programmare un piano di interventi, che ora andremo a fare – spiega Giuseppe Beltrami, responsabile dell’ufficio tecnico comunale per l’illuminazione pubblica – per la ruggine stiamo valutando come intervenire. Quanto alle luci, su tutti e tre i ponti ci sono più di duemila corpi illuminanti, di cui 1.700 per il ponte centrale. Nei mesi scorsi abbiamo deciso di non fare una manutenzione ordinaria, che voleva dire una mera sostituzione delle lampade bruciate, ma una sostituzione completa di tutti i corpi illuminanti, che saranno a led e non più con tubi fluorescenti, con nuove potenzialità e con una riduzione dei consumi. Per questo abbiamo realizzato un’indagine di mercato alla ricerca di un prodotto che si inserisca nella struttura in maniera precisa e con le prestazioni che volevamo. I materiali li stanno consegnando in questi giorni e stiamo definendo i dettagli amministrativi per affidare i lavori». Per Beltrami, le nuove luci – accessibili ad altezza strada – «saranno montate garantendo la massima sicurezza per gli operatori e la viabilità».
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Ma non esistono risorse dedicate esclusivamente alla manutenzione dei ponti? «Le risorse - risponde l’assessore alle Infrastrutture e alla Mobilità, Mirko Tutino – sono reperite nella manutenzione generale delle strade e l’opera, come tante cose belle, è costosa da curare. Per questa ragione, data anche la delicatezza di ogni intervento di manutenzione, da fare sempre in sicurezza e su strutture particolari sotto tanti punti di vista, si cerca di razionalizzare al massimo gli interventi evitando operazioni a spot. Le risorse di manutenzione sono ricavate in quelle generali del patrimonio del Comune e l’esigenza a di curare questo simbolo della città, interamente a carico del Comune, non deve lasciare indietro tanti interventi nei parchi e nei quartieri».
Quanto agli interventi già realizzati, «entro fine mese interverremo avvieremo l’installazione di 1700 nuove luci che renderanno il Ponte nuovamente illuminato come lo era alla sua inaugurazione. Si prevede circa un mese di lavori. Si tratta di un unico intervento relativamente costoso, circa 120 mila euro tra acquisto delle luci e installazione. Negli ultimi anni sono stati fatti diversi interventi sul manto stradale, dato l’elevato traffico e il suo utilizzo come porta di Mancasale. Stiamo monitorando anche lo stato della struttura metallica così da prevedere, se la situazione peggiorasse, anche un intervento di cura».
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