Gazzetta di Reggio

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Ruba sulle auto con un congegno militare

Ruba sulle auto con un congegno militare

Reggio Emilia: ventenne prende a pugni un addetto del Sali & Tabacchi che lo aveva scoperto dopo cinque furti.
Arrestato dai carabinieri per rapina  

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REGGIO EMILIA. Era intento a frugare e depredare insieme ad un complice le auto in sosta nel parcheggio della discoteca “Sali & Tabacchi” – che il duo aveva aperto usando un dispositivo jammer – quando il ladruncolo è stato sorpreso da un addetto alla sicurezza, che non ha esitato a prendere a pugni. Così il raid sulle auto in sosta non solo è saltato, ma la lotta ingaggiata con l’addetto è valsa al ladruncolo tecnologico l’arresto con un’accusa ben più grave del furto. 

Un ventenne torinese, residente a Nichelino (Torino), è finito in manette per rapina impropria, mentre sono tuttora in corso le indagini dell’Arma per risalire al complice.
 
I fatti risalgono a mercoledì sera, alle 23.30, quando l’addetto alla sicurezza della discoteca ha notato nel parcheggio di via Einstein uno sconosciuto che rovistava all’interno di un’Audi TT. Avvicinatosi per inquadrare meglio la scena, il dipendente ha assistito in contemporanea alla fuga di un altro giovane, si presume il complice, che è riuscito a dileguarsi. Il ladruncolo colto sul fatto invece è stato trattenuto dal sorvegliante. Il malvivente ha reagito colpendo l’addetto con diversi pugni nell’estremo tentativo di scappare, tentativo non riuscito poiché pochi minuti dopo il ventenne è stato preso in consegna dai carabinieri del Nucleo Radiomobile di Reggio, intervenuti sul posto. 
 
In un sopralluogo successivo nel parcheggio, i militari hanno accertato che erano state saccheggiate almeno cinque vetture. Oltre all’Audi TT – quando è stato fermato, il ventenne aveva addosso un astuccio con un paio di occhiali marca Carrera, come quelli appartenenti al reggiano titolare dell’Audi al quale sono stati restituiti – altre quattro macchine erano state aperte e depredate dal duo. 
 
Aperte senza essere forzate, perché tutti i modelli presi di mira avevano in comune il medesimo sistema keyless: vetture che si aprono e si avviano senza bisogno che la chiave venga estratta dalla borsa, basta schiacciare un pulsante nelle vicinanze dell’auto. Al momento della chiusura o apertura dell’auto si inseriscono i ladri usando il jammer, un congegno di ultima generazione – dall’apparenza di una ricetrasmittente – che consente di amplificare e decifrare il codice elettronico delle auto keyless a distanza ravvicinata.
 
Un metodo per rubare ad alto contenuto tecnologico, già utilizzato anche in altre province da bande specializzate nel depredare veicoli.

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