Un bando innovativo dedicato ai Chiostri
La ditta che vorrà occuparsi di gestire il “Laboratorio aperto” dovrà dialogare col Comune
REGGIO EMILIA. La novità più significativa del bando è che bisogna dialogare e confrontarsi con il Comune. Per la gestione del Laboratorio Aperto ai Chiostri di San Pietro non basta avere risorse o idee, ma è il Comune che tirerà la fila, non limitandosi a una valutazione economica. Anche perché il vincitore del bando per gestire lo spazio per tre anni otterrà quasi un milione di euro e avrà l’onere di far vivere e diventare attrattivi quegli spazi rinnovati e suggestivi.
Per il bando, che scade il prossimo 2 marzo, sarà utilizzata una procedura che implica una negoziazione tra gestore e Comune. Un metodo, ha spiegato ieri il dirigente comunale Massimo Magnani – sostituendo gli amministratori pubblici che per la par condicio, si dice in Comune, non possono più svolgere conferenze stampa per tutta la campagna elettorale– «che è prevista nel Codice appalti». Ed è indicata quando «l’appalto preveda la progettazione di soluzioni innovative o non possa essere aggiudicato senza un dialogo e un confronto per la complessità del progetto e dell’obiettivo».
Insomma il gestore del Laboratorio Aperto deve avere determinate caratteristiche, idee e la capacità di riempire e far vivere uno spazio come quello ricavato ai Chiostri.
Che per Reggio è una novità ed è realizzato grazie ad un finanziamento regionale che mette insieme l’obiettivo di riqualificare beni culturali e la promozione di tecnologie digitali, informazione, comunicazione e partecipazione dei cittadini. Una scommessa. Ieri l’architetto Magnani si è limitato ad auspicare «che il gestore sia un soggetto che nasce da un raggruppamento temporaneo di imprese».
E già qualche interessato si è fatto avanti, con un giovanissimo imprenditore che in occasione della conferenza stampa si è presentato in Municipio e ha chiesto informazioni. Il bando pubblicato prevede tre fasi. Una preliminare in cui tutti gli interessati devono inviare la domanda e un’offerta che sarà alla base della negoziazione.
La Commissione giudicatrice verificate le domande, inviterà poi i singoli operatori ammessi a illustrare e a sviluppare le proposte presentate. È in questa fase che si apre un dialogo tecnico tra Comune e gli operatori. Al termine di questa seconda fase saranno invitati a gara e dovranno formulare l’offerta finale in base alla tipologia del contratto (concessione o partnership pubblico – privata).
La tempistica prevede la scadenza del bando il 2 marzo 2018, l’aggiudicazione e la stipula della convenzione con il gestore entro il 2018 e apertura del Laboratorio entro febbraio 2019. Il bando prevede a favore del gestore un contributo di 800mila euro (per la fase di inizio attività e destinato a coprire l’attività per un triennio) e di 187.500 euro per l’acquisto degli arredi. (r.f.)
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