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Il fondatore paolo Golinelli 

«Una donna straordinaria la fama ora è mondiale»

«Una donna straordinaria la fama ora è mondiale»

CANOSSA. Paolo Golinelli, fondatore dell’Associazione Matildica Internazionale, ha focalizzato la sua attività accademica sullo studio dei rapporti tra religione e società nel Medio Evo. Alla figura...

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CANOSSA. Paolo Golinelli, fondatore dell’Associazione Matildica Internazionale, ha focalizzato la sua attività accademica sullo studio dei rapporti tra religione e società nel Medio Evo. Alla figura e al mito di Matilde di Canossa ha dedicato saggi e volumi, tra i quali l’edizione critica della “Vita Mathildis di Donizone”, con traduzione italiana e note (utima ristampa: Jaca Book, Milano 2016), e la biografia “Matilde e i Canossa” (ultima ristampa: Mursia, Milano 2016), tradotta in tedesco e francese. Ha inoltre organizzato convegni anche internazionali sulla storia canossana.

Professor Golinelli, perché le vicende di Matilde suscitano tanto interesse a livello internazionale?

«Per diversi motivi. Alla Contessa si dedica da tempo molta attenzione in Germania. È più recente la sua conoscenza in altri paesi, tra cui gli Stati Uniti, l’Australia e il Belgio, dove se ne apprezza la statura in un’ottica femminista. È una lettura condivisa, ad esempio, dalla francese Le Jan. Molti studiosi, anche di modesto livello scientifico, hanno divulgato la fama di questo personaggio straordinario. L’americano David Hay ha scritto “The military leadership of Matilda”, sottolineando la sua abilità strategica e la capacità di governare i vassalli».

Quali diverse interpretazioni hanno contribuito alla celebrità di Matilde di Canossa?

«Nel tempo si sono succedute letture diverse e talora contrapposte, soprattutto fra storici italiani e tedeschi e fra protestanti e cattolici, dai tempi di Lutero e Melantone fino al recente convegno di Paderborn. Nell’Ottocento Niccolò Tommaseo ha proposto un'interpretazione romantica, mentre Antonio Bresciani ne ha dato una lettura risorgimentale neoguelfa. Nel Novecento sono emersi gli studi di Lionello Ghirardini. Oggi si parla di Matilde anche in chiave europeista, rimarcando il suo legame con la Lorena e con le grandi famiglie d’Oltralpe. È una lettura fatta propria dal Gruppo europeo di cooperazione territoriale con un progetto portato avanti in diversi stati».

Sono diverse, in Italia, le rievocazioni storiche incentrate su Matilde. Se ne sono aggiunte altre in Europa?

«La celebrazione del 900° anniversario della sua morte ha avuto un’eco in Belgio a Florenville, che si è gemellato con Canossa l’estate scorsa perché la Contessa celebrò il suo matrimonio nell’abbazia di Notre Dame d'Orval, che si trova nel territorio di quel comune. Quell’evento è stato rievocato l'estate scorsa».

La storia matildica non è studiata quanto meriterebbe. Cosa si dovrebbe fare per divulgarla?

«Esistono programmi televisivi di Rai Storia che sono molto interessanti. Ritengo particolarmente efficace una didattica esperienziale. È utile accompagnare le scolaresche nei luoghi matildici e fare in modo che gli alunni prendano contatto con il territorio». (l.s.)

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