«Batteri fecali nell’acqua rischiamo di ammalarci»
Campegine, la clamorosa scoperta di una famiglia in affitto in un appartamento: «Il pozzo è contaminato, il padrone di casa ci ha detto di andarcene e basta»
CAMPEGINE. Fare analizzare l’acqua dell’alloggio in cui si vive in affitto da qualche tempo e scoprire che è contaminata dalla fogna vicina al pozzo. E che non la si può usare nemmeno per lavarsi, se non si vuole correre il rischio di incappare in qualche infezione.
È la brutta sorpresa in cui è incappata una famiglia di Campegine: papà, mamma incinta di pochi mesi e figlioletta di poco più di un anno. Che insospettita da quell’odore e colore strano dell’acqua che usciva dai rubinetti, ma anche dal fatto che un po’ tutta la famiglia negli ultimi tempi non è stata bene e in particolare la bambina, ha deciso di guardarci a fondo. Scoprendo una realtà molto pericolosa.
«La cosa che più ci ha fatto restare male, però, è la risposta del padrone di casa quando gli abbiamo mostrato il risultato delle analisi: ci ha detto che allora questa casa non andava più bene per noi e che possiamo andare via quando vogliamo, senza dare il preavviso. Ci saremmo aspettati delle scuse, visto che ha detto che non sapeva di questa situazione. Io ci credo. Noi non vogliamo denunciare nessuno, siamo gente tranquilla. Ma se rendiamo pubblica questa cosa è per sapere cosa fare per evitare che un’altra famiglia come la nostra incappi in una cosa così...».
Il dato delle analisi che maggiormente preoccupa è quel 27 accanto alla presenza di batteri coliformi calcolati con l’unità di misura UFC/100 ml. «Dovrebbero essere a zero... Vuol dire contaminazione fecale» sottolinea l’inquilino. La spiegazione può essere solo una: «L’appartamento, che fa parte di un’abitazione bifamigliare ma che al momento è solo abitato da noi, non è collegato alla rete idrica pubblica, ma si serve di un pozzo. Questo pozzo evidentemente è stato contaminato dalla fogna».
Vuol dire che quell’acqua non può essere assolutamente utilizzata, per nessun uso domestico.
«Noi ci siamo preoccupati perché nostra figlia è stata male. È risultato che ha preso un’infezione. Ora noi non possiamo dire che sia colpa dell’acqua. Lo accerteremo. E se risulterà di sì allora vedremo che fare. Intanto, prendiamo l’acqua “del sindaco” per lavarci. Riempiamo borracce e taniche. Ma è una situazione molto dura, pensando che abbiamo una bambina piccola e mia moglie è incinta... Non voglio fare la vittima. Ma psicologicamente vivere così non è facile» lamenta ancora l’inquilino.
«A questo punto la priorità sono la salute della bambina e la nostra. Per questo ci siamo già messi in cerca di una nuova soluzione abitativa per andare via il prima possibile - spiega - Non vogliamo nemmeno regali. Noi ce ne andiamo, ma se finisse ad abitare qui qualcun altro che non sa di questa situazione? Ci saremmo aspettati almeno delle scuse o la disponibilità per contattare Iren, valutare il collegamento alla rete o almeno l’installazione di un depuratore. Invece ci hanno solo detto che potevamo andare via».
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