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Non risponde e resta in carcere il rapinatore del barista

Non risponde e resta in carcere il rapinatore del barista

SANT’ILARIO . Si è avvalso della facoltà di non rispondere e resterà per ora in carcere Marcelo Cardozo, il 20enne originario dell’Uruguay e residente a Bibbiano, autore della violenta rapina al bar...

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SANT’ILARIO . Si è avvalso della facoltà di non rispondere e resterà per ora in carcere Marcelo Cardozo, il 20enne originario dell’Uruguay e residente a Bibbiano, autore della violenta rapina al bar “Tazza d’oro” di Sant’Ilario. Il giovane, difeso dall’avvocato Gisella Mesoraca, è stato interrogato ieri mattina in carcere dal gip Luca Ramponi. Cardozo era già noto alle forze dell’ordine per precedenti episodi di violenza ed è ora accusato di concorso in rapina aggravata e lesioni personali gravissime, reato commesso insieme a un 23enne di Vignola, per il quale era già stato disposto l’obbligo di firma.

Le misure cautelari sono scattate a carico dei due autori materiali della rapina ai danni di Raffaele Bertani, 37 anni, titolare del bar situato in piazza della Repubblica a Sant’Ilario, pestato a sangue per un bottino di appena 10 euro. La rapina era avvenuta tempo addietro, la notte del 18 novembre scorso, quando il barista – mentre il locale era chiuso – era stato avvicinato da una ragazza, poi rivelatasi 16enne, che in realtà era “l’esca” della banda: aveva il compito di farsi aprire il bar per consentire ai complici di mettere a segno il colpo. La minorenne aveva detto di voler bere qualcosa ed era entrata. Il titolare aveva subito chiuso la porta a chiave dall’interno, scombinando il piano. Pochi secondi dopo, sentendo bussare, Bertani aveva aperto, trovandosi di fronte due sconosciuti travisati che lo avevano gettato a terra e tramortito a suon di calci e pugni. I due erano poi fuggiti con i soldi in cassa, assieme alla minorenne che fingeva di inseguirli, raggiungendo un’altra ragazza che li attendeva su un’utilitaria in piazza IV Novembre. Alle 2.30 il barista, ridotto a una maschera di sangue, aveva allertato il 112. Raffaele Bertani aveva riportato una prognosi di 40 giorni per fratture facciali e il sospetto perforamento della trachea. È rimasto ricoverato a lungo, e la vicenda ha fatto scalpore, visto che il bar è storico e il 37enne conosciutissimo. I militari hanno subito iniziato le indagini e, grazie alle telecamere comunali della piazza adiacente, hanno identificato i componenti della banda: la 16enne “esca”; Cardozo; l’amico 23enne di Vignola; la 20enne alla guida dell’auto. I quattro giovani però erano stati denunciati per i medesimi reati e non arrestati perché mancava la flagranza di reato. Prove più consistenti hanno fatto poi scattare le manette. (e.l.t.)

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