«Porte strette, lavori ancora da decidere»
Correggio, la precisazione dell’Ausl sulla vicenda dei nuovi letti all’ospedale San Sebastiano
CORREGGIO. Sulla vicenda dei letti troppo grandi per passare attraverso le porte del reparto di riabilitazione all’ospedale San Sebastiano, fresco di ristrutturazione – fatto denunciato in Regione dal consigliere regionale M5S Gianluca Sassi – e il conseguente intervento predisposto per allargare gli accessi l’Ausl interviene con una nota.
«L’ipotesi di allargamento delle porte delle otto stanze che non consentivano una agevole movimentazione dei letti – precisano dall’Ausl di Reggio Emilia – era una della soluzioni elaborate dal servizio tecnico di concerto con la direzione ospedaliera, allo scopo di controbilanciare le ridotte ed immodificabili dimensioni dei corridoi (140 centimetri)». Una seconda ipotesi, si scopre ora, «riguardava l’utilizzo di letti mobili ed elettrificati, di minori dimensioni, compatibili con una più agevole movimentazione».
Ma questi letti, già utilizzati all’altro piano di degenza, sono prodotti da una ditta diversa da quella che si è aggiudicata la gara effettuata dalla Centrale Acquisti regionale (IntercentER) per l’arredamento dei nuovi reparti.
La prima opzione presenta alcuni aspetti di miglioramento complessivo della logistica al piano di degenza, rispetto ad una progettazione datata ai primi anni 2000, gravata da vincoli strutturali e impiantistici, trattandosi di un ampliamento dell’ospedale che risale agli anni ’60 e che risente dei criteri, della cultura architettonica, della tipologia di arredi e dei criteri organizzativi dell’epoca.
Originariamente a questo piano di degenza era prevista la collocazione di un reparto di medicina e non di riabilitazione.
L’Ausl, facendo seguito alle dichiarazioni di Sassi («Il danno sia pagato direttamente da chi non ha fatto i controlli») precisa inoltre che «i lavori edili di adeguamento delle porte non sono iniziati, per cui i costi stimati per questo intervento sono esclusivamente teorici».
La direzione generale è dunque in attesa di una relazione tecnica che definisca opportunità e costi delle diverse possibili soluzioni. Questo anche in considerazione del fatto che la riorganizzazione dell’ospedale di Correggio è oggetto di studio da parte di un gruppo di lavoro istituito nell’ambito della elaborazione dei contenuti del Pal ospedaliero, che dovrà ridefinire aspetti organizzativi e logistici legati all’incremento dei posti letto.
«A questo proposito, il cronoprogramma dei trasferimenti ha sempre previsto in una prima fase il trasferimento dei servizi specialistici ambulatoriali, dei servizi territoriali e l’attivazione del comparto operatorio (già operativi) a piano terra dell’edificio storico e, entro il primo quadrimestre dell’anno, il trasferimento dei reparti di diagnosi e cura e di riabilitazione di Albinea».
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