Raccolta di firme dell’Anpi «Applicare la legge Scelba»
L’associazione dei partigiani affiancata da altre 22 sigle tra partiti e sindacati Fiaccadori: «Un’iniziativa per rispondere al virus della violenza e della xenofobia»
REGGIO EMILIA. L’Anpi chiede l’applicazione della legge Scelba del 1952 e quella Mancino del 1993; le uniche due leggi in vigore – peraltro fino ad ora poco applicate – contro il reato di apologia di fascismo e la riorganizzazione del partito fascista. Un tema tornato d’attualità con l’approvazione ma solo alla Camera della Legge Fiano. Ma soprattutto, spiegano dall’Anpi, «per chiedere l’applicazione della XII norma transitoria della Costituzione» In questa campagna nazionale l’Anpi è affiancato da altre 22 sigle tra organizzazioni partigiane, sindacati, movimenti come Arci Libera, Uisp e partiti come Pd, Liberi e Uguali, L’Altra Europa, Pci e Rifondazione, che hanno sottoscritto il nuovo appello “Mai più fascismi” rivolto a tutte le Istituzioni. L’Anpi – ha sottolineato ieri il presidente provinciale Ermete Fiaccadori assieme a Marzia Dall’Aglio dello Spi-Cgil e al presidente Arci Davide Catellani – chiede anche che i tutti i comuni si impegnino a non concedere più spazi e luoghi pubblici a formazioni politiche che si richiamino al fascismo e al nazifascismo».
Le firme saranno raccolte in tutta Italia e il 2 giugno saranno consegnate al presidente della Repubblica, al presidente del Consiglio, al ministro dell’Istruzione e a tutti sindaci. «È un’iniziativa – ha aggiunto Fiaccadori – per rispondere a ogni rigurgito e al virus della violenza, del razzismo e della xenofobia che si sta manifestando non solo in Italia e in Europa». Tra le adesioni nazionali manca anche quella del M5S. Un’assenza a cui a Reggio sperano di sopperire, «come avvenne cinque anni fa – ricorda Fiaccadori – quando la candidata M5S Maria Edera Spadoni si espresse pubblicamente a sostegno dei valori antifascisti». L’Anpi reggiano ha anche chiesto un incontro al prefetto e al questore. «Per chiedere – conclude Fiaccadori – che il 27 febbraio, in occasione dell’anniversario della battaglia di Fabbrico, sia evitato lo svolgimento in contemporanea della nostra celebrazione con quella in ricordo dei caduti della Rsi. Fermo restando il diritto di ricordare i propri morti le due iniziative devono essere distinte perché non vi può essere alcuna equiparazione». Fino al 4 marzo, per non interferire con la campagna elettorale, le firme saranno raccolte nelle sedi delle organizzazioni che hanno aderito all’appello, dopo invece sono previste anche iniziative pubbliche. Inoltre è già possibile sottoscrivere l’appello sul sito www.change.org che fino ad ora ha raccolto oltre 35mila firme.
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