Dai corretti stili di vita ai progetti di screening
REGGIO EMILIA. «Smettete di fumare, adottate un’alimentazione sana, fate movimento, rendete più salubri le città, i luoghi di lavoro e le scuole, fate prevenzione».Sono solo alcuni dei messaggi...
REGGIO EMILIA. «Smettete di fumare, adottate un’alimentazione sana, fate movimento, rendete più salubri le città, i luoghi di lavoro e le scuole, fate prevenzione».
Sono solo alcuni dei messaggi lanciati dagli organizzatori del World cancer day, la “Giornata internazionale contro il cancro” promossa dall’Unione Internazionale contro il cancro (Uicc) e sostenuta dall’Organizzazione Mondiale della Sanità che si celebra oggi in tutto il mondo. Il triennio 2016-2018 è stato dedicato al tema “We can. I can.”(Noi possiamo. Io posso), con l’obiettivo di incentivare più persone possibile a essere parte attiva nella battaglia contro i tumori. Uno slogan che vuole indicare l’opportunità che abbiamo, insieme o da soli, di prendere parte alla battaglia contro il cancro. Chiunque può fare la differenza: malati sopravvissuti, parenti, medici, personale ospedaliero e organizzazioni.
Come si evince dalla pubblicazione di recente presentata che mette a confronto, per la prima volta, i dati dei Registri Tumori di Piacenza, Parma, Reggio Emilia e Modena, nonostante le 16mila nuove diagnosi fatte in un anno, l’incidenza dei tumori in Aven (vale a dire nelle province che compongono l’Area Vasta Emilia Nord) appare in calo sia negli uomini che nelle donne ed è in linea con i dati nazionali.
«La strategia di controllo dei tumori sta dando nel nostro paese come nella nostra provincia risultati positivi – a sottolinearlo è il dottor Carmine Pinto, direttore dell’Oncologia del Santa Maria Nuova –. Si riducono i nuovi casi come anche la mortalità per tumore e aumenta la sopravvivenza, che a Reggio Emilia a 5 anni supera il 61%, ai primi posti in Italia. Tutto questo è frutto delle campagna di prevenzione primaria e in primis la lotta al tabagismo, dei programmi di screening e dei miglioramenti nelle conoscenze biologiche e quindi nelle cure. Mettere in rete le realtà oncologiche provinciali e il Core ci permette di offrire per tutte le patologie percorsi terapeutici improntati alla multidisciplinarietà».
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