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Pugni alla convivente «Oggi la facciamo finita»

di Ambra Prati
Pugni alla convivente «Oggi la facciamo finita»

Il 7 dicembre 2015 svegliò la donna in piena notte e la pestò, poi tentò di fuggire Dopo tre anni la condanna è diventata definitiva: 30enne portato in carcere

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REGGIO EMILIA. Tre anni fa pestò la compagna, svegliandola in piena notte e colpendola con violenza con pugni al viso e al volto. Ora un 30enne nordafricano è stato tratto in arresto dai carabinieri, in esecuzione ad una condanna divenuta definitiva di un anno e un mese di reclusione per il reato di maltrattamenti in famiglia.

Un altro episodio di violenza domestica, dunque, l’ennesimo in città, spia di un fenomeno che le statistiche indicano in costante crescita.

I fatti sono avvenuti la notte del 7 dicembre 2015 in una palazzina del centro storico, dove i residenti sono stati svegliati dalle urla di terrore della vittima. Una donna di 47 anni, italiana, stava dormendo tranquillamente nel letto quando intorno alle 5 è stata svegliata dal compagno, un nordafricano 30enne che, apparentemente senza alcun motivo e forse in preda all’alcol, ha cominciato a colpirla con una gragnuola di pugni al volto e in testa. Una violenza inaudita, accompagnata da una minaccia di morte esplicita, che recitava testualmente: «Da qua non esci, oggi la facciamo finita».

La compagna, colta di sorpresa da questa incomprensibile furia, in un primo momento non è riuscita ad opporre alcun tipo di difesa né di resistenza. Tuttavia, ad un certo punto del pestaggio, la 47enne è riuscita a raccogliere le forze, a divincolarsi dalla presa e a scappare dalla camera da letto, dirigendosi d’istinto verso la porta d’ingresso.

Un istinto che si è rivelato decisivo perché, precipitatasi giù per le scale e uscita dall’androne condominiale, la donna si è trovata davanti una pattuglia dei carabinieri, in precedenza allertati dai vicini preoccupati per le grida che provenivano dall’appartamento della coppia.

I militari hanno assicurato i soccorsi alla spaventata vittima e al contempo bloccato l’aggressore, che in mezzo al via vai di sirene e ambulanze cercava di fuggire dal retro della palazzina.

La donna, con il volto tumefatto, è stata trasportata al pronto soccorso dell’arcispedale, dove è stata medicata e giudicata guaribile con una prognosi di sette giorni per un ematoma all’occhio destro.

Per quel pestaggio selvaggio sei mesi dopo, il 16 giugno 2016, il trentenne è stato condannato a un anno e un mese di reclusione dal gip del tribunale di Reggio, per i reati di lesioni personali e maltrattamenti in famiglia.

Ora quella condanna è stata confermata dall’ultimo e terzo grado di giudizio ed è diventata definitiva. Perciò il trentenne è stato prelevato da una pattuglia dei carabinieri e accompagnato al carcere della Pulce, dove dovrà scontare la sua pena.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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