Rapina in Posta, nel bottino le pensioni
Un uomo vestito da postino ha minacciato con un cutter il direttore della filiale di Cadelbosco Sotto: rubati 10mila euro
CADELBOSCO SOPRA. Ha atteso l’arrivo del primo dipendente delle Poste di Cadelbosco Sotto, appostandosi nei paraggi, per sorprenderlo alle spalle, minacciarlo con un cutter e farsi aprire la cassaforte. Il tutto a volto scoperto, con una pettorina da postino, restando almeno un quarto d’ora all’interno dell’ufficio e riuscendo a scappare con un bottino superiore ai 10mila euro. Una rapina studiata nei minimi dettagli, sapendo che l’ufficio postale non era controllato da telecamere di sorveglianza e che all’interno della cassaforte si trovava un’ingente somma di denaro, visto che proprio ieri era giorno di pagamento delle pensioni.
L’uomo - un italiano di mezza età secondo la descrizione della vittima - ha agito alle 7,45 di ieri quando Lucio Bortugno, direttore dell’ufficio postale che ha sede in via Marconi 18, stava aprendo le saracinesche, puntandogli un cutter alla schiena e intimandogli il silenzio. «Ho bisogno di soldi e se fai il bravo non ti tocco. Non preoccuparti, anche io sono un padre di famiglia». Queste le parole che avrebbe pronuncianto, secondo quando riferito dalla stessa vittima.
Il rapinatore ha dunque avuto gioco facile nel mettere in atto il proprio piano, senza nemmeno preoccuparsi del tempo necessario per aprire la cassaforte, 15 minuti. Prima ancora aveva costretto il direttore delle Poste a disinserire l’allarme, unico dispositivo antifurto in dotazione.
Presi gli oltre 10mila euro in contanti, l’uomo ha chiuso in bagno Bortugno e si è messo in fuga a piedi con il bottino. Nessuno pare abbia notato movimenti sospetti, nonostante la durata della rapina. Il fatto che l’uomo non avesse il volto travisato e che, anzi, indossasse una pettorina da postino potrebbe aver tratto in inganno chi eventualmente lo ha incrociato poco dopo il colpo. Chiuso nel bagno dell’ufficio, Bortugno è riuscito a lanciare l’allarme al 112 chiamando la centrale con il cellulare che aveva in tasca. Il rapinatore, però, era già scappato. Sul posto sono arrivati i carabinieri della stazione di Cadelbosco Sopra e del nucleo operativo di Guastalla, che hanno subito provato a dare la caccia dell’uomo avviando le indagini in ordine al reato di rapina aggravata.
«Più volte – ha raccontato Bortugno contattato telefonicamente subito dopo – avevo sottolineato a chi di dovere che questo ufficio è poco sicuro: non ci sono telecamere né un sistema di allarme adeguato. Ho fatto anche ripetute richieste di essere trasferito, perché qui non mi sento sicuro. Questo ufficio non mi dà alcuna garanzia di tranquillità. Quello che temevo è accaduto stamattina (ieri, ndr). Ho sentito una lama puntata alla schiena e, preso dallo spavento, non ho potuto fare altro se non assecondare le richieste di questo rapinatore. Mi ha detto solo di farlo entrare perché aveva bisogno di soldi e di non preoccuparmi, perché anche lui è un padre di famiglia. Che non aveva intenzione di farmi male, a patto che io stessi in silenzio».
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