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«Se riaffittano così si rischia il penale»

«È la prima volta che sentiamo un caso del genere dalle nostre parti». Lo dice Carlo Veneroni, segretario di Sunia-Cgil (Sindacato Unitario Inquilini Assegnatari), sentita la vicenda che sta vivendo...

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«È la prima volta che sentiamo un caso del genere dalle nostre parti». Lo dice Carlo Veneroni, segretario di Sunia-Cgil (Sindacato Unitario Inquilini Assegnatari), sentita la vicenda che sta vivendo la famiglia di Campegine e dopo aver sentito il parere del legale del sindacato su quello che un inquilino può fare per tutelarsi di fronte a un fatto del genere. «Quello che possiamo dire è che per il passato può chiedere la riduzione del canone già pagato perchè il bene non era utilizzabile. Ci sono sentenze che prevedono inoltre anche il risarcimento del danno – spiega il sindacalista – Ma quello che possono fare è anche una segnalazione nel Comune in cui si trova l’alloggio negli uffici che si occupano di edilizia privata, con gli esami alla mano. Con questi il Comune deve fare un’ordinanza che obbliga il padrone di casa a sistemare la cosa». «Perché se loro vanno via e l’alloggio viene riaffittato e succede qualcosa, quindi non è più la prima volta e il padrone risulta che sapeva di questa situazione, rischia anche dal punto di vista penale. Per esempio, se una persona che sta male perché è venuta a contatto con quest’acqua. E allora, poi, sarebbe la procura a doversi occupare della situazione con il sequestro del bene» conclude il segretario Veneroni. (el.pe)

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